Il Genio civile autorizza i lavori alle Gole

2 Agosto 2019

Fara San Martino. Sì alle opere anticaduta massi. De Vitis: mai un progetto dagli ex sindaci in 15 anni

FARA SAN MARTINO. Il servizio del Genio civile regionale ha dato parere positivo al progetto dei lavori di somma urgenza redatto dal Comune per intervenire sullo sperone di roccia dal quale si staccano massi. I lavori potrebbero partire a stretto giro, ma la ditta ha già indicato nel cronoprogramma che serviranno almeno 30 giorni. Bisogna portare le attrezzature su con l’elicottero e poi lavorare sulle pareti per far venire giù lo sperone in bilico, infine rimuovere il materiale. Per tutto il mese, quindi, il sentiero di accesso alle Gole e al monastero resterà chiuso. Alcune iniziative previste sono state già annullate, come l’inaugurazione delle luci al monastero in programma lunedì 5 e rinviata a dopo i lavori.
«Il progetto di somma urgenza è stato redatto pochi giorni dopo il 16 luglio», spiega il sindaco Carlo De Vitis, «quando è stato accertato il pericolo di distacco di uno sperone di roccia di 200 metri cubi, sovrastante il sentiero di accesso alle Gole. E la mia amministrazione ha già ottenuto dal ministero dell’Interno un finanziamento di 1.200.000 euro per lavori di consolidamento e messa in sicurezza dell’area. In 15 anni di amministrazione, invece, gli ex sindaci Antonio Tavani e Giuseppe Di Rocco non hanno fatto un solo progetto esecutivo per la messa in sicurezza delle Gole e del monastero di San Martino in Valle», replica il sindaco alle critiche mosse dai due ex amministratori, ora consiglieri comunali di opposizione, «smentisco, inoltre, di aver fatto alcun atto il 5 luglio scorso, tanto meno di aver revocato qualche ordinanza. Quella di interdizione al transito risale al 13 luglio ed è tutt’ora in vigore».
La chiusura del sentiero si è resa necessaria dopo nuove cadute di massi, che hanno seguito quella del 22 giugno, quando una turista di Ravenna è rimasta gravemente ferita alla testa ed è poi deceduta. «È impensabile poter mettere in sicurezza tutta una montagna contro la caduta di massi», sottolinea De Vitis, «che può sempre avvenire, soprattutto in concomitanza di forti avversità atmosferiche come il fortissimo vento del 22 giugno scorso. E nessuno può fermare, senza interventi importanti, i processi geomorfologici come quello accertato il 13 e il 16 luglio scorsi da tecnici esperti locali incaricati dal Comune: il geometra Fabrizio Di Vincenzo di Fara, rocciatore certificato e gestore della palestra di arrampicata in paese nonché profondo conoscitore delle pareti rocciose della valle, e il geologo Pinuccio D’Aquila, incaricato anche dalla Regione per il caso di Rigopiano, i quali con strumentazione di ultima generazione e ispezioni eseguite con calate dall’alto ci hanno relazionato sullo stato della parete e poi hanno accertato, unitamente ai tecnici regionali del Genio civile, che uno sperone di roccia di 200 metri cubi si sta staccando e che da lì, a più riprese, vengono giù massi di dimensioni sempre maggiori».
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