Il giudice: 170mila euro a Del Vecchio

Ecco l’ipotesi transattiva per evitare il reintegro dell’ex dg: ora manager e ateneo dovranno decidere se accettare
CHIETI. Centosettantamila euro per chiudere la partita con l’università d’Annunzio. Li ha proposti all’ex direttore generale Filippo Del Vecchio il giudice del lavoro Maurizio Sacco. L’ipotesi transattiva è stata avanzata all’udienza di lunedì scorso: prevede che l’ateneo guidato dal rettore Sergio Caputi dia 170mila euro all’ex dg che rinuncia così a ogni altra pretesa, sia economica che di reintegro. Le parti si rivedranno davanti al giudice Sacco il 6 novembre e sarà allora che dovranno dire se accettano o meno l’ipotesi transattiva proposta dal giudice. La prima reazione a caldo del direttore generale pare sia stata laconica: troppo poco. Ma, naturalmente Del Vecchio avrà tutto il tempo di pensarci tranquillamente. Giuseppe Cannati, il suo avvocato, è invece ottimista: «Il fatto che giudice abbia proposto una ipotesi transattiva di tale portata, ben 170mila euro, ci fa ben sperare sull’esito del ricorso che abbiamo presentato».
Del Vecchio è finito nel mirino della procura teatina a seguito di un’indagine per abuso e falso che gli è costata una interdizione di sei mesi. A seguito del provvedimento del giudice è partito l’iter burocratico che ha messo alla porta l’ex direttore generale che è ricorso al giudice del lavoro per tornare al suo posto o ottenere un risarcimento.
La sua esperienza all’università d’Annunzio si è chiusa all’insegna della carta da bollo. Questa mattina c’è una nuova udienza che lo vede protagonista, questa volta, però, in sede penale, dove è accusato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni e di diffamazione nei confronti del presidente del Cus Mario Di Marco. La vicenda risale a giugno del 2015 e riguarda il lucchetti del Palacus fatti cambiare da Del Vecchio al fine di riprendere la diretta gestione dell’impianto sportivo. «Pur potendo ricorrere al giudice», dice l’accusa, «Del Vecchio si faceva ragione da se medesimo, facendo apporre catene e lucchetti alle porte antincendio, antipanico e alle uscite di sicurezza della struttura».

