Il Lanciano calcio si defila «Investiamo sul Biondi»

13 Novembre 2020

La nuova dirigenza della società gela il Comune: «Ignoriamo questo progetto» Ma il sindaco Berghella attacca: «Il club si faccia carico delle inadempienze» 

TREGLIO . «Mai messi a conoscenza del progetto “Cittadella dello sport” a Treglio. La priorità ora è investire sullo stadio Biondi». La nuova proprietà del Lanciano Calcio gela le residue aspettative dell’amministrazione comunale di Treglio di vedere completato il progetto sportivo di territorio, legato al settore giovanile. Ma il sindaco Massimiliano Berghella non ci sta e sollecita la nuova dirigenza a un sopralluogo per verificare e farsi carico delle eventuali inadempienze. Dopo l’articolo del Centro, è scontro aperto sull’impianto sportivo d’eccellenza che la società rossonera si era impegnata a realizzare a Treglio. La nuova proprietà, insediata a settembre e guidata dal presidente Cristina Chiaretti, scarica ogni responsabilità sulla vecchia presidenza. «Non siamo stati mai messi a conoscenza né dalla precedente proprietà, né dall’ufficio tecnico del Comune di Treglio, del progetto relativo alla cittadella dello sport», afferma la società, «l’unica azione è stata quella di riprendere in mano la concessione del campo sportivo secondo gli accordi previsti dalla convenzione». Il vecchio campo comunale Gargarella, rifatto in erba naturale, è stato inaugurato lo scorso febbraio. «La prima volta in cui siamo stati accompagnati sul luogo dal vecchio presidente», prosegue la nuova proprietà, «il campo sportivo Gargarella ci venne presentato come un “gioiello” dallo stesso De Vincentiis che lo definiva “Centro sportivo frentano”. Ciò che in realtà abbiamo avuto modo di vedere con i nostri occhi sin dal primo momento è stata la grave situazione di incuria in cui versava un luogo che nulla aveva a che fare con una cittadella dello sport o con un centro sportivo. La totale incuria e la disattesa delle aspettative o delle promesse sono di fatto totalmente dipese dalla precedente gestione. Resta difficile immaginare», viene poi rimarcato, «come la precedente società potesse realizzare una cittadella dello sport dal momento che, quando è stato rilevato il Lanciano Calcio, allo stadio non sono state trovate neanche sedie e scrivanie. Ora la priorità è investire sul Biondi, anch’esso in uno stato disastroso al momento del nostro arrivo e tuttora bisognoso di pesanti interventi strutturali, non solo sul campo da gioco. Promettere oggi una cittadella dello sport attorno al campo sportivo di Treglio, per giunta in una situazione di grave emergenza per tutte le società e con le attività sportive giovanili totalmente ferme, sarebbe, oltre che utopistico, una vera e propria follia».
«Apprendo dalla stampa la volontà del Lanciano Calcio di non proseguire nel progetto comune», replica il sindaco di Treglio, «ma le incongruità nel capitolato d’appalto ci sono e la società deve farsene carico. Le problematiche societarie non riguardano il Comune di Treglio, che ha ricevuto danni erariali e al patrimonio che saranno valutati. Per due anni la società sportiva locale non ha potuto usufruire del campo sportivo - inaugurato a febbraio con una cerimonia farsa- prima per i lavori durati oltre un anno e poi, la scorsa estate, per l’impossibilità di utilizzare docce e spogliatoi. E oggi apprendo, da una mail inviata dal presidente a me e all’ufficio tecnico, che le utenze di luce e gas non sono intestate alla società. Per le volture e per valutare cosa la società può realizzare sul nostro impianto, ci si chiede di attendere la fine del fermo per il Covid. Io non aspetto più», tuona Berghella, «e convoco il Lanciano Calcio a un sopralluogo per prendere visione comune della situazione in cui versa il campo sportivo».
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