Il latitante aveva un nome falso: voleva aprire un ufficio sul Corso

Dopo la cattura, Michele Pancaglio deve ora scontare 5 anni e 8 mesi per maltrattamenti in famiglia Secondo gli investigatori, aveva scelto un locale per le sue attività e stava per mettere a segno 2 truffe
LANCIANO. Aveva scelto Lanciano per nascondersi ed evitare la cattura, ma anche probabilmente per rimettere in piedi qualche “affare”. È quello che pensano gli investigatori, la squadra mobile di Ancona e il personale del commissariato frentano, che martedì hanno arrestato Michele Pancaglio, 58 anni, che in passato ha fatto parte di una holding criminale specializzata in truffe commerciali, falsificazione di atti e riciclaggio. L'uomo, originario di Genova, era ricercato per una condanna definitiva a 5 anni e 8 mesi per reati contro la persona, in particolare maltrattamenti in famiglia, risalenti al 2018. Era prima fuggito in Albania e poi rientrato con un documento falso in Italia, celandosi sotto un'altra identità. Da qualche mese si era stabilito in città, in un appartamento in via Dei Frentani, nel centro storico, dove martedì la polizia lo ha arrestato. Oltre che per la condanna definitiva che deve scontare, per Pancaglio è scattato l'arresto in flagranza di reato per possesso di documenti di identificazione falsi: oltre al documento di identità italiana, ne aveva altri rilasciati dalle autorità di un diverso Paese comunitario. Per questo reato ieri mattina, assistito dall'avvocato Aloè Tuliola, del foro di Teramo, il 58enne è comparso in tribunale a Lanciano. Il gip Massimo Canosa ha convalidato l'arresto e rimesso in libertà Pancaglio (che resta in carcere, a Villa Stanazzo, per scontare la pena definitiva), in attesa dell'udienza che è stata aggiornata al 28 marzo prossimo.
In questi mesi di vita in città la Mobile di Ancona, col supporto della polizia frentana, ha monitorato i suoi movimenti, soprattutto con l'ausilio di intercettazioni telefoniche. Pancaglio aveva preso casa a Lanciano e si stava attrezzando anche un ufficio in pieno centro, su corso Trento e Trieste, come sede di una società di logistica e una di prodotti alimentari, settore in cui il sodalizio criminale di cui faceva parte era specializzato. Per la sua nuova attività aveva già provato ad acquistare un computer e una fotocopiatrice, presentando ai negozi che avrebbero dovuto fornire le attrezzature documenti falsi. La due truffe sono state sventate dalla polizia che ha messo fine alla sua fuga.
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