«Il lupo deve essere abbattuto»

17 Agosto 2023

L’esperto Todaro lancia l’allarme. L’ultima apparizione a Ferragosto tra gli hotel

VASTO. Clima arroventato sul litorale vastese a causa della lupa che da tre mesi tiene in scacco le autorità. La notte di Ferragosto è stata vista in contrada San Tommaso e la sera precedente ha raggiunto la zona degli hotel, percorrendo un tratto del viale fra la gente. Qualcuno è scappato via, altri hanno filmato la scena che poche ore dopo è finita sul web.
La vicenda è ormai al centro di infuocati dibattiti a livello nazionale. Da più parti gli esperti del Parco nazionale della Maiella vengono invitati ad agire. L’ultimo sollecito è di Giovanni Todaro, il giornalista scrittore che svolge gran parte del suo lavoro a contatto con la natura e gli animali. «Quello che sta avvenendo a Vasto e San Salvo», scrive Todaro, «non solo ha rilevanza locale e nazionale, ma persino internazionale, poiché se ne stanno occupando testate tedesche, greche, francesi, inglesi, greche e persino indiane. Mi confermano che lungo la spiaggia non sarebbero stati posti cartelli di pericolo o almeno di allerta per i turisti, e pertanto devo ritenere che la situazione non sia così pericolosa per la pubblica incolumità. Del resto suppongo e spero che, se fosse stato così, le autorità competenti avrebbero fatto ciò che rientra nelle loro responsabilità e doveri».
Todaro ha studiato attentamente l’esemplare ed è certo che si tratti di un lupo, anzi di una lupa lunga 109 centimetri e di circa 27 chili di peso. «Durante la sua ultima apparizione», dice il giornalista, «mi risulta che sia stata intercettata prima dalla Forestale e poi è fuggita sulla ciclopedonale. Mi domando se la Forestale e il personale del parco, durante l’atto di spavalderia della lupa, siano stati allertati. E mi chiedo perché non siano arrivati tempestivamente per catturare con un dardo narcotico l'esemplare, fermo a pochi passi dalle persone. Mi stupisce che gli attacchi risalgano addirittura al 2022 ma che non sarebbe mai stato fatto sugli indumenti delle vittime il tampone del Dna per identificare l'esemplare. Ora il sindaco di San Salvo ha giustamente preteso che lo si faccia. A mio parere», conclude Todaro, «l'esemplare di Vasto – poiché gli attacchi con ferimenti continuano e potrebbero arrivare a uccisioni umane – dev'essere abbattuto, visto che non si riesce a catturarlo. Ma di tempo ne è passato troppo. Ogni ritardo suppongo comporterà rischi di conseguenze anche penali per i responsabili. Ricordo che la tutela dell'incolumità pubblica è prevalente rispetto a qualsiasi altra legge, anche se la specie animale è protetta». (p.c.)
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