«Il Marrucino senza i soldi del ministero»

Il Pd: il Mibact ha privato Chieti di oltre 150mila euro perché non ha rispettato alcuni parametri del teatro di tradizione
CHIETI. «Il teatro Marrucino ha perso, per l’anno 2015, il finanziamento che il ministero eroga ai teatri di tradizione. Il sindaco e l’onorevole Fabrizio Di Stefano ci spieghino il perché. Questo è un altro colpo mortale inferto alla città». Luigi Febo, spalleggiato dal capogruppo comunale del Pd Chiara Zappalorto, spara a zero sull’amministrazione di centro destra e sui vertici della Deputazione Teatro Marrucino. Tutti colpevoli, a loro dire, del mancato ottenimento del contributo ministeriale, pari ad oltre 150 mila euro, concesso annualmente dal Mibact, ai sensi dell’articolo 19, ai teatri di tradizione. Titolo che spetta di diritto al Marrucino ma che adesso, secondo il Pd, è in forte rischio. «A questo punto temiamo che il nostro teatro possa perdere lo status di teatro di tradizione che condivide con altri 28 teatri italiani. Sarebbe davvero una catastrofe», attacca Febo, «ed è giunta l’ora che il sindaco chiarisca le cose». Il j’accuse dell’esponente del centrosinistra prosegue carte alla mano. «Il 5 agosto scorso il Ministero per i beni culturali ha pubblicato le graduatorie per l’assegnazione dei fondi ai teatri di tradizione sia per i progetti triennali 2015-2017 che per i programmi annuali. Ebbene», lamenta Febo, «il Marrucino è stato escluso al pari del teatro di Lecce». Ciò malgrado pochi giorni dopo il sindaco, e il deputato Fabrizio Di Stefano, il direttore artistico del teatro Ettore Pellegrino e il direttore amministrativo Cesare Di Martino avessero preannunciato in pompa magna un futuro roseo per il teatro teatino con una collaborazione in pianta stabile pronta ad essere stretta con i teatri di tradizione nazionali. «O non lo sapevano o, peggio ancora, hanno fatto finta di niente. Entrambe le cose», tuona Febo, «sono gravissime. Il sindaco, al momento di nominare il vecchio cda del teatro, aveva preannunciato l’attrazione anche di fondi comunitari per il Marrucino e invece a Chieti non è arrivato un euro per il teatro. Anzi, è stato perso l’unico finanziamento pubblico ricevuto, senza soluzione di continuità, da oltre dieci anni». Ma questa volta il Marrucino, per il Ministero, non ha rispettato una serie di parametri minimi richiesti come le duemila giornate lavorative da assicurare ai dipendenti o la dotazione di 45 orchestrali oltre che l’impiego di artisti lirici italiani o della comunità europea. Di conseguenza non sarà erogato il solito contributo per l’anno 2015 anche se il ministero, decreto alla mano, apre ad «una diversa possibilità di finanziamento da reperire tra quelle destinate alle attività liriche ordinarie». «Parliamo però», ribatte Febo, «di spiccioli rispetto al finanziamento garantito dall’articolo 19. Presenterò, per questo, un’interrogazione consiliare anche per capire se il programma di eventi del Marrucino pubblicizzato in campagna elettorale si farà o no». Affonda il colpo Chiara Zappalorto. «Siamo di fronte all’ennesimo schiaffo dato alla città. Lo slogan «Chieti città della cultura” lanciato dal sindaco», dice Zappalorto, «rischia di rimanere tale. Di Primio vada in piazza e spieghi cosa sta accadendo in città».

