Il nodo escavazione preoccupa, al porto sono arrivate le draghe

30 Ottobre 2024

La Propellers club riunisce gli esperti del settore per parlare del futuro dello scalo marittimo della città «Bisogna portare i fondali a 10 metri di profondità, vanno rimossi 9 milioni di metri cubi di sabbia»

ORTONA . Proseguire con gli scavi per portare la profondità delle acque davanti al porto di Ortona ad almeno dieci metri. È il tema più caldo tra quelli discussi nel convegno “Progettualità e logistica del sistema portuale abruzzese – Esigenze di sviluppo”, che si è tenuto ieri all’Auditorium Eden di Ortona, organizzato dalla International Propellers Clubs, associazione nata in città da un paio di anni e presente nei più importanti scali italiani, presieduta ad Ortona da Euclide Di Pretoro, esperto della materia e che da anni, insieme ad Antonio Nervegna, prefigura la possibilità di avviare rapporti stretti con il porto di Civitavecchia per un collegamento fino a Barcellona.
Una vera e propria immersione nelle tematiche portuali suddivisa in tre “tavoli” di lavoro. Di grande rilievo i relatori che hanno esposto dati e tesi sullo stato dei lavori nei porti d’Abruzzo, sull’agibilità portuale e sulla logistica ed infine sulle future prospettive ed opportunità di sviluppo. Il presidente della Propeller Club Italia, Umberto Masucci, ha detto che «in un momento come questo, in cui la conversione energetica impone una diversa visione del mondo dei trasporti, l’argomento è molto importante». Per quanto riguarda Ortona, si è discusso della questione escavazione, considerato che la prima delibera di Giunta Regionale sul tema risale al 4 luglio 2011 e solo in questi giorni nel porto sono ben visibili le draghe che dovranno prelevare qualcosa come oltre 9 milioni di metri cubi di arenile con l’intento di portare i fondali a quasi meno 10 metri ma su cui gli operatori portuali nutrono dubbi e dunque chiedono alla politica risposte certe sulla questione. Intanto in questi giorni si sta procedendo anche alla palificazione della Banchina di Riva in assenza della quale sarà impossibile avviare l’opera di escavazione in tale zona. Per intenderci, senza un’adeguata escavazione a “Riva” la banchina risulta sotto utilizzata e non unita con quella più a Sud, peraltro divise tra loro da scogli che dovranno essere rimossi, pertanto non risultano in linea con le esigenze del più importante scalo marittimo d’Abruzzo, tanto che ormai si notano quotidianamente navi alla “fonda” fuori dal porto in attesa di approdare alla Banchina Nord. Infine, si è parlato del futuro del “Molo Martello” e dei lavori di prolungamento della Diga Sud (finanziati dal Masterplan Abruzzo del 2014), indispensabili sia per la sicurezza portuale e sia per il migliore utilizzo dello scalo. Tali opere al momento risultano vitali per l’industria abruzzese che utilizza lo scalo, considerato che nel porto di Ortona approdano merci per le più importanti imprese abruzzesi i cui manager sono stati invitati all’evento per esporre le proprie esigenze.