Il noto coiffeur e la truffa dell’Aston Martin

Fiorenzo Di Lizio ha portato davanti al giudice l’imprenditore pescarese della ristorazione Michele Cicchini, 71 anni, titolare del prestigioso Sea River, e due pugliesi. Il processo in corso a Ortona
ORTONA. Si conclude a Ortona, giovedì prossimo, un singolare processo che vede imputato di truffa l’imprenditore pescarese della ristorazione Michele Cicchini, 71 anni, titolare del prestigioso Sea River di Pescara. Ma anche la parte civile è rappresentata da un personaggio conosciuto visto che si tratta del parrucchiere francavillese Fiorenzo Di Lizio. Insieme a Cicchini risultano imputati, per lo stesso reato, Antonio Pedone, 43 anni di Bisceglie e Alessandro Losapio, 38 anni, anch’egli pugliese. Il processo gira intorno alla compravendita di una supercar, un’Aston Martin Db9 che davvero in pochi, oltre a all’agente segreto 007, possono permettersi.
E’ un’auto che viaggia sui 148mila euro di costo e che, stando a quanto sostiene l’accusa, sarebbe stata offerta in vendita a Di Lizio per la cifra di 143mila euro. Il noto parrucchiere, nella denuncia contro Cicchini e gli altri due, e poi anche in aula, durante la precedente udienza del processo che si svolge nella sede distaccata di Ortona, ha affermato di aver consegnato la somme complessiva di 70 mila euro, in due tranche, la prima dell’importo di 20mila euro e la seconda di 50mila. Senza però ottenere la fuoriserie. Insomma, sarebbe stata una truffa in cui, sempre secondo la procura teatina, il famoso ristoratore avrebbe fatto da intermediario tra l’acquirente e gli altri due, cioè Pedone, presentatosi come addetto della Lambocar, e Losapio titolare della ditta. I fatti risalgono al 2010 quando, il 9 marzo, Di Lizio, che è assistito dall’avvocato Italo Colaneri, avrebbe versato la prima parte dell’anticipo in contanti mentre, il successivo 25 maggio, avrebbe consegnato la seconda parte in forma di assegno circolare, fidandosi delle garanzie che Cicchini, amico comune, gli avrebbe fornito durante un incontro al Sea River. Ma l’auto non è mai stata consegnata al parrucchiere.(l.c.)


