Il padre: «Ora lo denuncio Sta calunniando mia figlia»

16 Aprile 2017

L’ira di Primiterra: non si permetta di dire che tra Letizia e Laura c’era una relazione L’avvocato dei Pezzella la pensa allo stesso modo: dimostra che non si è pentito

ORTONA. «Mi batterò affinchè Francesco Marfisi abbia il massimo della pena». Vuole giustizia Iziano Primiterra, il padre di Letizia, la quarantasettenne ortonese che giovedì è stata uccisa dal marito, il quale qualche minuto più tardi il primo omicidio ha ammazzato anche Laura Pezzella, amica della moglie. «Spero che abbia il massimo della pena», dichiara il papà di Letizia Primiterra. «Il loro era un matrimonio che durava da 25 anni, hanno visto diventare grandi i loro tre figli, erano nonni, io bisnonno», racconta. E su queste premesse smentisce ancora una volta le voci di un rapporto omosessuale tra le due vittime, di cui Marfisi si era convinto. «Come gli può venire in mente che una donna con sulle spalle 25 anni di matrimonio sia lesbica?» si chiede. «Io non me lo so spiegare». Eppure l'idea di Marfisi è che tra le due ci fosse di più di un'amicizia, un feeling che lo stava allontanando da sua moglie. «Un uomo non si può permettere di dire che la moglie aveva una relazione con un'altra donna. Deve dimostrare che tra Letizia e Laura c’era una storia, sennò la sua è una calunnia», tuona Iziano Primiterra. Ribadisce che tra sua figlia e Laura Pezzella ci fosse solo un'amicizia, che non andava oltre. Letizia, secondo lo stesso Primiterra, trovava nella sua amica un punto di riferimento, «non potendosi confidare quasi con nessuno». La 33enne avrebbe assunto dunque un ruolo di confidente e di sostegno proprio verso Letizia, che aveva dei problemi con il marito, il quale era stato da lei querelato per minacce. È una versione simile a quella della famiglia di Pezzella, che tramite il proprio avvocato, Ilario Cocciola, sostiene che sulla 33enne Marfisi ha scaricato violenza «perché ha osato aiutare l'amica ad uscire dalla spirale di violenza alla quale era costretta. Laura racchiudeva in sé l'altruismo estremo». Cocciola, per conto dei familiari di Pezzella, dichiara che «si tratta di un omicidio certamente premeditato, pianificato in ogni suo particolare e posto in essere da un soggetto che non ha accettato che una persona aiutasse la moglie ad uscire dal circuito di violenza in cui la povera Letizia era costretta. Laura era una mamma esemplare, madre di due bambini, con un cuore enorme, che ha sentito la necessità di aiutare la sua amica più stretta in un momento di bisogno». Cocciola rimarca come i famigliari della 33enne respingano «categoricamente l'attribuzione alla propria figlia e al coniuge di frasi riferite dal suo omicida. Anzi», conclude, «questo dimostra la totale mancanza di pentimento e di rispetto verso la vittima. Si tratta di un brutale omicidio studiato e pianificato in ogni aspetto. Dove nulla è stato lasciato al caso».