Il pagamento digitale ora domina «I contanti sono già fuori moda» 

Dal caffè ai gioielli: tutto si acquista con la carta. I negozianti: «Non usano più monete 9 clienti su 10» Ma le associazioni di categoria avvertono: «I circuiti elettronici sono ancora troppo costosi per noi»

CHIETI. Bancomat, carte prepagate, carte virtuali, applicazioni per il telefonino e persino orologi digitali. Dal cornetto al bar all’anello per il matrimonio: ormai in città si paga (quasi) tutto con strumenti elettronici e i contanti sembrano già fuori moda. «Anche il banale espresso ormai viene pagato con la carta», conferma Gabriella d’Orazio, titolare del Gran Caffé Vittoria.
Il ruolo della pandemia
L’abitudine a liberare il portafoglio dal peso delle monetine è esplosa negli ultimi due anni, anche a causa della pandemia. «Ma era una tendenza già ben avviata», sottolinea Alessandra D’Intino, responsabile del punto vendita di abbigliamento “Camomilla” in centro, «e certamente il Covid ha fatto la sua parte, perché in molti preferiscono la carta per evitare di maneggiare continuamente i soldi. E c’è anche chi utilizza i nuovissimi orologi digitali per pagare qualsiasi cosa». È questa l’ultima frontiera della tecnologia che mette da parte le care e vecchie monetine. «C’è pure una differenza generazionale», fa notare Cecilia Menna, che lavora nella farmacia di famiglia, «i più giovani tendono ad acquistare medicinali utilizzando metodi di pagamento digitale, mentre chi è più avanti con l’età preferisce maneggiare contanti».
«Tra i più anziani c’è anche chi addirittura si sente in difetto e si scusa se utilizza una carta per pagare», spiega Valentina Di Cecco, addetta alle vendite della libreria “Giunti”, lungo il corso Marrucino, che fino a poco tempo fa lavorava in un punto vendita di Megalò, «ovviamente in un grande centro commerciale l’utilizzo della carta è più diffuso, ma ora anche in centro storico questa tendenza è in forte aumento».
I costi del pos
«Ormai quasi 9 pagamenti su 10 vengono fatti con metodi digitali», conferma Marina De Marco, presidente di Confesercenti Chieti, «anche per importi molto piccoli. Certamente dipende anche dall’età, ma ormai anche le pensioni vengono accreditate online ed è sempre più difficile che si passi per lo sportello bancario a ritirare».
«Il boom degli acquisti online ha trainato anche i pagamenti digitali», conferma Daniele Giangiulli, direttore generale di Confartigianato Chieti-L’Aquila. «È anche un metodo utile per combattere l’evasione fiscale», spiega Tommaso Rutolo (Aniac). Ma quanto costa alle attività commerciali dotarsi di un pos (point of sale, letteralmente punto di vendita)? Secondo le associazioni di categoria, ancora troppo. «L’apparecchio costa sui 40 euro», spiega Marina De Marco, «ma le banche, a cui sono collegati, si prendono percentuali tra lo 0,5 e il 3% per ogni operazione». «I contanti ormai restano solo per chi ci è affezionato», dice Marisa Tiberio (presidente di Confcommercio Chieti), «però bisogna abbassare i costi della moneta elettronica soprattutto ora che siamo obbligati a dotarci di pos». Le nuove sanzioni, in vigore dal 30 giugno, hanno “forzato” la transizione verso i pagamenti digitali. «Oltre alla volontà di combattere l’evasione fiscale», conclude Giangiulli, «c’è anche un discorso pratico: andare in giro senza doversi portare dietro il denaro contante è certamente più comodo».