Il Pd: incollati alle poltrone Il M5S: meglio il commissario

13 Agosto 2019

CHIETI. «La voglia di rimanere incollati alle poltrone fino al 2020 prevale sul bene della città mentre sarebbe meglio chiudere in anticipo questa esperienza amministrativa: la gestione di Chieti è...

CHIETI. «La voglia di rimanere incollati alle poltrone fino al 2020 prevale sul bene della città mentre sarebbe meglio chiudere in anticipo questa esperienza amministrativa: la gestione di Chieti è penosa». Il consigliere Pd Alessandro Marzoli torna ad attaccare il sindaco Umberto Di Primio e la sua amministrazione che, dopo mesi di litigi, ritrova l’accordo. «A causa degli scontri interni al centrodestra sono stati buttati mesi e mesi», accusa Marzoli, «mentre la Tari aumenta sempre di più, resta aperto un solo asilo nido e, ormai, gli scuolabus non esistono più. In questa situazione, anziché rimboccarsi le manichi, si litiga per il potere».
Si schiera per l’arrivo di un commissario anche il M5S: «Resto dell’avviso che un commissario sia meglio di questa amministrazione inconcludente», dice Ottavio Argenio, «un commissario potrebbe consentire alla città di ripartire dopo le elezioni. Ma il commissario non dovrebbe limitarsi all’ordinaria amministrazione: al Comune di Chieti, in pieno marasma dei conti pubblici, si deve dichiarare il dissesto finanziario».
Luigi Febo (Chieti per Chieti), avversario di Di Primio alle elezioni del 2015, dice: «In ogni caso è evidente che la maggioranza non esiste più, il governo della città è inesistente e ormai assistiamo solo a continui litigi. La cosa più utile è tornare a casa e fermare questa esperienza amministrativa fallimentare». Anticipando la fine dell’amministrazione, si risparmierebbero 230mila euro solo per gli stipendi del sindaco, del presidente del consiglio Liberato Aceto e dei consiglieri. E, calcolando anche le indennità dei 9 assessori, la cifra salirebbe a circa 500mila euro. «Senza più stipendi», dice Febo, «con il commissario si potrebbero liberare risorse da utilizzare per la sicurezza delle scuole. E poi non è affatto vero come dice il sindaco che la città perderebbe 12 milioni di finanziamenti: il bilancio di previsione è stato approvato e gli uffici possono portare avanti il programma».
«Ormai, è un trionfo dell’arroganza», afferma Stefano Rispoli (Chieti Da Capo), «con Forza Italia e Fratelli d’Italia che tentano di dimostrare alla città chi è il più forte. Il problema principale dell’amministrazione non può essere l’assessore Carla Di Biase: ci sono tanti altri nodi irrisolti e mi sorprende che ci siano personaggi politici che scendono così in basso».
Bruno Di Paolo (Giustizia sociale), nonostante lo strappo ricucito almeno in apparenza, dice: «La maggioranza è nel caos. Ieri per evitare di ritrovarsi sotto, è stata la stessa maggioranza a fuggire dal consiglio e a chiedere poi la verifica del numero legale: è incredibile», dice, «a Chieti la strategia tipica dell’opposizione è messa in atto dal sindaco e dai suoi consiglieri». (p.l.)