Il Pd Lanciano dice no al metanodotto Larino-Chieti
LANCIANO. No ad altri insediamenti potenzialmente pericolosi sul territorio. È la posizione del Pd Lanciano sul metanodotto Larino-Chieti e ribadita dal segretario cittadino Rosetta Madonna. «Nella...
LANCIANO. No ad altri insediamenti potenzialmente pericolosi sul territorio. È la posizione del Pd Lanciano sul metanodotto Larino-Chieti e ribadita dal segretario cittadino Rosetta Madonna. «Nella riunione della segreteria, alla presenza del sindaco Mario Pupillo e di altri amministratori, il partito ha confermato la contrarietà al metanodotto Larino-Chieti», dice Madonna, «in linea con la posizione espressa dal primo cittadino fin dal 2016 e in coerenza con le linee elettorali dell’amministrazione Pupillo che ha sempre dimostrato, attraverso le sue scelte, una forte sensibilità rispetto ai problemi ambientali e del territorio. Anche a prescindere da perplessità sulla effettiva rilevanza strategica dell’opera», prosegue la segretaria del Pd, «siamo convinti di dover privilegiare il principio di precauzione evitando ogni rischio per la sicurezza dei cittadini in un territorio interessato da pericolo di frane, rischi idrogeologici e presenza di centri abitati. Un territorio, quello frentano, già vittima di insediamenti fortemente impattanti in termini ambientali e di negativa incidenza sulle attività umane. La posizione del Partito Democratico si inserisce nel disegno strategico dell’amministrazione Pupillo e delle forze politiche che la sostengono, frutto di una sensibilità ambientale del tutto nuova per la città di Lanciano, un’attenzione che l’amministrazione comunale dimostra di saper interpretare in maniera intelligente e costruttiva». Il metanodotto Larino-Chieti, realizzato dalla Società Gasdotti Italia (Sgi), è un’infrastruttura il cui tracciato, lungo 110 chilometri, attraverserà le province di Chieti, Pescara e Campobasso interessando 26 comuni e aree protette. Il gasdotto graverà su diverse contrade lancianesi. A schierarsi contro l’opera sono state diverse associazioni tra cui Nuovo Senso Civico e Legambiente. Per Nsc, che recentemente ha criticato il Comune per la mancata opposizione all’opera, il metanodotto sarà principalmente «l’arteria di un sistema che servirà essenzialmente per convogliare gas all’interno dei numerosi stoccaggi previsti dalla strategia energetica nazionale». Le conseguenze potenzialmente pericolose per uomo e ambiente sono diverse, primo fra tutti il rischio di intervenire, per la realizzazione di uno stoccaggio a San Martino sulla Marrucina, su un fronte di frana attiva di oltre sei chilometri e in un’area dal rischio sismico altissimo. (d.d.l.)

