Il porto scopre l’imbarco degli yacht

17 Ottobre 2018

Ortona. Caricati due natanti destinati alla Florida. L’agente Fratino: facciamo qui una rotta transoceanica

ORTONA. Una spettacolare operazione di imbarco di due yacht è avvenuta ieri nel porto di Ortona dove è approdata la Heavy lift cargo Hhl Rio de Janeiro. Si tratta di una nave della compagnia tedesca Hansa Heavy Lift - leader nei trasporti via mare di carichi pesanti e project cargo - lunga 168,5 metri e larga 24,45, battente bandiera portoghese. Il mezzo è giunto ad Ortona per caricare due unità da diporto di grandi dimensioni attraverso un’operazione di sollevamento autonomo con le gru di bordo, resa ancora più suggestiva per via di un’attività subacquea accessoria necessaria per posizionare le fasce di sollevamento sotto lo scafo dei due yacht da imbarcare direttamente dal mare. I due stessi yacht sono destinati in Florida e potrebbero rappresentare l’occasione di un nuovo business per lo scalo marittimo ortonese. È ciò che spera l’agente raccomandatario marittimo Sergio Fratino, che ha ricevuto dalla Sealog Steam Ship Agency di Genova il mandato a svolgere questa complessa operazione. «Il porto di Ortona potrebbe potenzialmente essere un’arteria importante sulla rotta transoceanica per Port Everglades (Florida), capitale mondiale dello yachting, ritenendo il mercato italiano di enorme interesse nel settore delle imbarcazioni da diporto», spiega proprio Fratino. «Il nostro porto potrebbe diventare centro di raccolta per l’intera cantieristica dell’Adriatico».
L’idea di utilizzare navi mercantili per lo spostamento su lunghe distanze di yacht nasce per garantire la maggior sicurezza del trasporto, abbinata a costi molto competitivi se confrontati ad una traversata oceanica con mezzi propri (bunker, assicurazione, equipaggi) ed altre negatività come ad esempio rischi della navigazione, usura dei motori, autonomia limitata. L’imbarco è avvenuto nel corso della giornata di ieri e si è concluso in serata con la messa in sicurezza del carico sulla nave, affidato alla società Micoperi spa. La speranza degli operatori, ovviamente, è quella che una tale attività riesca a consolidarsi al punto che l’infrastruttura portuale possa diventare un'arteria fondamentale nel corridoio mondiale dello yachting. Ne gioverebbe tutto il sistema economico locale, senza dimenticare per di più che simili occasioni consentono di creare ulteriori sinergie tra storici operatori del bacino ortonese.
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