Il salvataggio di Teateservizi vincolato ai creditori “pesanti”

14 Ottobre 2023

La società interinale che deve avere 185mila euro dice no al concordato, ma può ripensarci entro 20 giorni Devono pronunciarsi in 176: i primi trenta quasi tutti favorevoli, il valore del voto proporzionato al debito

CHIETI. Venti giorni per ultimare le operazioni di voto sul piano di concordato della Teateservizi. I 176 creditori della società pubblica stanno decretando a maggioranza il futuro della società pubblica: a seconda del loro voto per Teateservizi si spalanca da un lato il fallimento, chiesto dalla Procura, dall’altro il rilancio, voluto dal Comune e tratteggiato nelle pagine del piano di concordato stilato dal liquidatore Luca Di Iorio. Il commissario giudiziale Cristiano Maria Corvi, nominato dal tribunale, dopo un iniziale parere negativo, ha infine espresso parere positivo sul piano, ma ora sono i creditori che devono decidere. Se il sindaco Diego Ferrara, all’indomani dell’adunanza dei creditori ha parlato di «cauto ottimismo», l’assessore agli affari legali Enrico Raimondi non intende pronunciarsi sull’andamento del voto, preferendo restare sui dati concreti arrivati dalla gestione della società partecipata.
«I dati», attesta Raimondi, «ci dicono che le performance aziendali sono attualmente buone. I valori della riscossione sono superiori al periodo pre-Covid. E questo nonostante non sia ancora partito il piano di risanamento, che potrà partire concretamente solo dopo la eventuale omologazione del concordato e dopo l’approvazione del bilancio di previsione dell’ente. Possiamo dire, dunque», continua l’assessore, «che c’è stato un miglioramento della capacità di riscossione. Contemporaneamente c’è stata anche una riduzione dei costi, grazie alla dismissione dei servizi cimiteriali, riduzione che sarà ancora più evidente quando riusciremo ad affidare anche il servizio dei parcheggi a pagamento, la cui gestione da parte della partecipata scade ad aprile 2024. E quindi io sono convinto che, se ci sarà l’omologazione del concordato, il piano di risanamento potrà cogliere i propri obiettivi e il Comune potrà avere una società in house che riesce a garantire le riscossione per l'ente e che funziona».
I creditori hanno 30 giorni per votare, la prima decina è già passata e una trentina di loro ha già espresso il proprio voto, per la maggior parte in maniera favorevole.
Voto che può essere anche cambiato sino alla scadenza prevista a fine mese. Il voto viene calcolato a seconda del peso del credito vantato nei confronti della società. Tra i creditori più “pesanti” c'è la Job Italia, la società di lavoro interinale che vanta un credito di oltre 185mila euro. Job Italia ha già espresso un voto negativo, voto motivato esplicitando il timore di perdere la qualifica di creditore privilegiato, ma nel corso dell’adunanza dei creditori è stato chiarito che così non è. Il voto viene espresso attraverso posta elettronica certificata.
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