Il Santuario è pieno ma la città è deserta

3 Giugno 2017

Pellegrini diretti solo al Miracolo: ignorate le altre attrazioni

LANCIANO. Un altro ponte festivo e una nuova invasione di turisti in città. Ma, a parte singoli e famiglie che decidono in autonomia cosa visitare e quanto sostare, il grosso dei flussi turistici segue un percorso prestabilito, che dal terminal dei bus alla Pietrosa li conduce al santuario del Miracolo eucaristico e poi, una volta terminata la visita, via di corsa agli autobus, per raggiungere nuove mete. Finisce così che di questo turismo tanto decantato, che ogni anno porta in città oltre 90mila pellegrini, il tessuto economico lancianese non veda grossi benefici. Capita, infatti, che (tranne qualche eccezione) con il Santuario chiuso dopo mezzogiorno, i pellegrini preferiscano aspettare sotto il sole piuttosto che consumare un pasto o una bibita nei locali cittadini oppure visitare le bellezze del centro storico.
Anche ieri, per la festa della Repubblica, c’erano molti gruppi di fedeli e turisti dall’Italia - Macerata, San Giovanni Rotondo, Corvara, Assisi, dalle province di Caserta e Taranto - ma anche stranieri, perfino asiatici e brasiliani. Ma mentre la chiesa di San Francesco, che custodisce il Miracolo eucaristico famoso in tutto il mondo, “scoppiava”, nel resto della città le presenze languivano. Lungo corso Trento e Trieste andava in scena il passeggio di famiglie e singoli, rigorosamente autoctoni. E la sosta in piazza Plebiscito, sotto la cattedrale avvolta dalle impalcature, di un gruppo di turisti dal Brasile era probabilmente più per ingannare l’attesa all’ombra che un tentativo di uscire dal circuito prestabilito. Malgrado l’iniziativa della Curia, “Chiese aperte”, il resto delle strutture sacre resta a digiuno di turisti. Come dimostra la chiesa del Purgatorio vuota, a pochi metri dal santuario del Miracolo stracolmo. Eppure Lanciano di tesori ne ha da mostrare.
«È ora di dare spazio a un turismo che non sia solo quello religioso e familiare ma che coinvolga anche una fascia di clientela più giovane, che possa apprezzare l’Abruzzo nella sua accezione divertente, romantica, culturale ma anche mondana», propone Mirco Spinelli, neo presidente di Confesercenti Lanciano, «le comitive dirette al Miracolo eucaristico seguono uno schema preciso, sono quasi impossibili da intercettare. Per questo motivo con gli operatori del turismo, del commercio e le agenzie di viaggio stiamo predisponendo una forma di cooperazione per favorire il turismo individuale e non tanto quello religioso. Prima di tutto servono fondi a livello regionale per promuovere il turismo a livello mediatico con campagne pubblicitarie su tv, giornali e siti specializzati. Ovviamente questa rivoluzione culturale e turistica deve partire dal basso, attraverso la comprensione di cosa significa ricettività, per quanto riguarda albergatori e ristoratori ed operatori del commercio, e soprattutto per quanto riguarda la comprensione di quanto sia importante l’Abruzzo a livello paesaggistico ed enogastronomico. Per questo, pur non avendo molti fondi, la prima iniziativa che mi sono sentito di fare, “Lanciano in musica” il 10 e l’11 giugno, è un evento che punta a richiamare un turismo anche locale, dai centri vicini, affinché ci sia sempre un motivo in più per venire e restare a Lanciano».
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