Il Wwf Italia va all’attacco: «Adesso si realizzi il Parco della Costa Teatina»

5 Luglio 2026

Il presidente Di Tizio: «La sentenza del Tar pone fine a una lunghissima fase di inedia dello Stato». L’associazione diffida il ministero dell’Ambiente. Corporente: «La legge non può restare inattuata»

CHIETI. Torna sul tavolo del Wwf Italia la questione del Parco della Costa Teatina, affrontata ieri mattina nella sala del Consiglio provinciale di Chieti in una conferenza stampa a seguito della sentenza n. 335 del 22 giugno 2026 del Tar Abruzzo – Sezione staccata di Pescara. Alla conferenza hanno partecipato Luciano Di Tizio, Filomena Ricci e Dante Caserta, rispettivamente presidente nazionale, delegata regionale e direttore affari legali e istituzionali del Wwf Italia, affiancati dall’avvocato Alessandro Corporente, il legale che ha curato per l’Associazione il ricorso al Tar Abruzzo.

La suddetta sentenza, già notificata dal Wwf Italia alla presidenza del Consiglio dei ministri, al ministero dell'Ambiente e alla Regione Abruzzo, ha ordinato al ministero dell’Ambiente di provvedere, nei termini perentori di 90 giorni, alla costituzione del Parco nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina, come rinominato da un emendamento presentato nell’ultima legge di bilancio dal senatore Etelwardo Sigismondi: il giudice amministrativo ha anche stabilito che, in caso di mancata ottemperanza da parte del Ministero, si provvederà alla nomina di un commissario ad acta in sostituzione dell’amministrazione inadempiente. Grazie all’azione del Wwf Italia, si è così potuto mettere un punto fermo sulla vicenda di questo Parco nazionale istituito con la legge 93/2001 e incluso nel Primo Programma di cui al comma 6 dell'art. 34 della legge quadro n. 394/1991.

«Il Tar ha posto fine con una storica sentenza a una lunghissima fase di inedia nella quale lo Stato, senza alcuna giustificazione, si è rifiutato di dare seguito a una propria legge», commenta il presidente del Wwf Italia Di Tizio. «L’auspicio è che ora non si perda altro tempo e si dia finalmente forma ad un Parco che sarà insieme un efficace presidio ambientale e un volano per un’importante crescita sociale, rispettosa della natura e delle future generazioni». Nella sentenza il Tar ha poi espresso una forte critica nei confronti della Regione Abruzzo per l’atteggiamento dilatorio mantenuto per anni in tutta la vicenda fino al mese di maggio 2026 quando, con il processo davanti al Tar già incardinato, ancora provava a presentare ulteriori proposte di perimetrazione.

«Il blocco della proposta elaborata nell’agosto del 2015 dal Commissario straordinario nominato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri ha comportato che il perimetro provvisorio che il Ministero dell’Ambiente dovrà prendere in considerazione sarà quello indicato dall’Ispra dopo il riavvio del procedimento nel dicembre del 2022», aggiunge Dante Caserta. «E paradossalmente il perimetro di Ispra è più ampio di quello indicato a suo tempo dal Commissario: 19 comuni per 11.591 contro 10 comuni per 10.528 ettari. Davvero una bella vittoria per i no parco».

Il punto chiave dell’intervento è che le aree destinate ad essere ricomprese nel perimetro del Parco non vengano in nessun modo compromesse perché questo determinerebbe una violazione di legge. Per questo, mercoledì scorso, il Wwf Italia ha inviato una diffida al ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, in persona del Ministro, affinché adotti, con l’urgenza necessaria, in applicazione dell’art. 6, commi 2 e 3, della legge 394/1991, ogni azione finalizzata a evitare ulteriori compromissioni all’ecosistema della costituenda area protetta nazionale. «La sentenza del Tar Abruzzo rappresenta una decisione di grande rilievo, perché riafferma un principio fondamentale dello Stato di diritto», ha concluso l’avvocato Corporente.

«Una legge dello Stato non può rimanere inattuata per venticinque anni. Il Tribunale ha riconosciuto l'illegittimità dell'inerzia amministrativa e ha imposto alle Amministrazioni competenti di dare finalmente attuazione alla legge istitutiva del Parco Nazionale della Costa Teatina, oggi Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina. Da oggi si apre una fase nuova in cui si vigilerà affinché la sentenza venga integralmente eseguita e il procedimento giunga finalmente alla sua conclusione, nell'interesse della tutela dell'ambiente e della legalità».

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