Impieghi per disabili: fresatori e meccanici

Petaccia: mansioni impossibili proposte dalla Provincia
CHIETI. Esce il nuovo bando della Provincia di Chieti sulle offerte di lavoro per le persone con disabilità ed è di nuovo polemica. Sì, perché, ancora una volta le mansioni proposte non sono proprio a misura di chi ha problemi di disabilità. È vero che c’è grado e grado di handicap, ma per immaginare un disabile fresatore ci vuole comunque una buona dose di fantasia. Eppure la nuova lista di posti di lavoro messa a disposizione dal Centro per l’impiego della Provincia di Chieti secondo quanto previsto dalla legge 68/99 che tutela la disabilità cerca proprio fresatori (la figura più richiesta) oltre che operai stiratori, meccanici stampatori, trafilatori elettricisti per una ditta che costruisce elettrodotti e impianti termici, casari (ovvero addetti alla lavorazione dei latticini) e cucitrici.
«È l’ennesima presa in giro», è il commento secco di un giovane utente con problemi di deambulazione. «Annunci di questo genere offendono la categoria», dice ancora, «e penso costituiscano un modo per aggirare la legge 68 che prevede l’assunzione di persone di categorie cosiddette protette per aziende che superino i 15 dipendenti. Ma alle aziende basta offrire un posto di lavoro per ottemperare alla legge e così arrivano queste proposte inverosimili. C’è però una normativa europea, la 2000/78CE, per cui l’Italia è stata condannata nel 2013 per il mancato recepimento, che obbliga chiaramente le aziende a introdurre posizioni ragionevoli per chi deve lavorare con un handicap. Ritengo che queste offerte di lavoro non abbiano nulla di ragionevole e la Provincia avrebbe dovuto controllarle prima di accettarle e pubblicarle».
Per capire come si comportano al riguardo le altre Province abruzzesi abbiamo dato un’occhiata sui relativi siti internet. Le Province di Pescara e L’Aquila non hanno nulla di aggiornato a riguardo. Quella di Teramo, invece, mette a disposizione posti da coadiutori amministrativi, uscieri, addetti all’accoglienza, assistenti amministrativi e contabili, istruttori amministrativi di servizi contabili e fiscali e via dicendo. Insomma, c’è una bella differenza tra le offerte delle due Province. Eppure non è la prima volta che agli utenti con disabilità la Provincia di Chieti propone mansioni non proprio molto adeguate. È già successo nella passata amministrazione. Nel 2011 la battagliera presidente dell’associazione Diritti Diretti, portabandiera dei diritti per tutti, sollevò il problema con l’amministrazione di allora e pose una serie di dettagliate domande all’ente sulla legge per il collocamento dei disabili. La Provincia rispose laconicamente che le proposte erano all’interno del perimetro di legge.
«Allora si cercavano minatori e saldatori. Oggi fresatori... Sono passati anni ma mi dispiace costatare che non è cambiato nulla», commenta la Petaccia. Che, però, non vuole buttarla in polemica, né puntare il dito contro il presidente Mario Pupillo. «Forse, a questo punto», dice, «ritengo che ci sia bisogno di un intervento a monte. Ovvero che si debba cambiare la legge, che appare alquanto datata essendo del 1999». E visto che le competenze sulle politiche occupazionali dovrebbero essere assorbite dalla Regione, Petaccia auspica che in questo passaggio il settore possa essere gestito in maniera diversa. «Mi auguro», dice infatti, «che con il passaggio di competenze tutte queste lacune relative all’applicazione della legge possano essere risolte. D’altronde lo stato italiano spende molti soldi per provvedere alla formazione professionale delle persone con disabilità. Ma se prima li formi e poi non gli dai modo di essere assunti, quei soldi vanno persi». L’associazione Diritti Diretti cerca di superare i problemi della legge 68 lavorando in collaborazione con società ad hoc che si occupano di disabilità e occupazione. «La mia associazione», conclude la presidente Petaccia, «è in contato con Jobmetoo che tenta di adeguare alle capacità professionali i possibili posti di lavoro».
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