Imprenditori e commercianti al Comune: «Pronti alla gestione del mercato coperto»
VASTO. Un accordo di programma per la gestione del mercato coperto di Santa Chiara che coinvolga gli operatori economici locali. La proposta è dell’Assovasto, l’associazione di piccole e medie...
VASTO. Un accordo di programma per la gestione del mercato coperto di Santa Chiara che coinvolga gli operatori economici locali. La proposta è dell’Assovasto, l’associazione di piccole e medie imprese presieduta da Marcello Dassori e prende spunto dalla recente asta andata deserta. La gara era stata indetta dal Comune per l’affidamento della struttura che, benché oggetto di interventi di ammodernamento e messa in sicurezza, resta chiusa ed inutilizzata con grande cruccio degli agricoltori costretti a vendere i loro prodotti per strada. Infatti l’unica ditta che ha presentato l’offerta, quella del Consorzio mercato contadino d’Abruzzo di Chieti, è stata esclusa per “irregolarità della documentazione”. L’amministrazione comunale, pur garantendo una rapida soluzione del problema, non ha chiarito se intende indire una nuova gara d’appalto. Nel frattempo l’Assovasto si fa avanti. «Alla luce di tale inaspettato esito nei confronti di una struttura fondamentale del tessuto commerciale del centro storico invitiamo l’amministrazione comunale a rivedere le procedure per l’aggiudicazione della gestione del mercato, pensando addirittura ad un accordo di programma che coinvolga direttamente le associazioni di operatori economici locali, come l’Assovasto e il Consorzio dei commercianti del centro storico», suggerisce Dassori, «tale proposta potrebbe essere vagliata anche in via sperimentale e offrirebbe l’opportunità di valutare le capacità organizzative delle imprese locali ed alle stesse si darebbe la possibilità di adoperarsi per la salvaguardia del commercio cittadino mediante l’utilizzo e la valorizzazione di un bene qual’è il mercato di Santa Chiara», conclude il presidente del sodalizio. Il Comune ha deciso di affidare in concessione la struttura per la durata di dieci anni con un canone annuo complessivo, soggetto a rialzo, di 10mila euro, ritenuto poco conveniente per l’ente che si impegna a versare al concessionario un contributo di 20mila euro l’anno per le spese di gestione. Tali condizioni sono state oggetto di critiche da parte delle minoranze consiliari. (a.b.)

