In 500 per dare l’addio al medico Malatesta

10 Marzo 2017

CHIETI. Luigi Malatesta era un figlio degno dell'Abruzzo, che voleva rendere onore al mestiere del padre. Se n'è andato per sempre a 45 anni. E ieri nella chiesa di Mater Domini con don Antonio...

CHIETI. Luigi Malatesta era un figlio degno dell'Abruzzo, che voleva rendere onore al mestiere del padre. Se n'è andato per sempre a 45 anni. E ieri nella chiesa di Mater Domini con don Antonio Chinni, a dargli l'addio erano almeno in 500, giunti anche dal Belgio e da Firenze. Medico anestesista, impegnato negli elisoccorsi, Malatesta si era laureato nell'università D'Annunzio e lavorò per diverso tempo nella sua città. Decise poi di trasferirsi a Sondrio tredici anni fa, dove continuò a lavorare nell'ospedale civile: «Voleva onorare il mestiere del padre Enrico, anche lui medico» ricordano i parenti e la cugina Valentina Marino, insieme ai colleghi anestesisti e rianimatori, agli infermieri di rianimazione del blocco operativo del Pronto soccorso di Chieti con il responsabile Ivan Dell'Atti, storico amico dagli anni della specializzazione. A salutarlo per sempre c'era anche una delegazione di almeno 70 persone tra colleghi ed amici, giunti a Chieti per lui da Sondrio. A ricordare il profondo legame che univa Malatesta con il suo territorio adottivo, la sua "bontà e generosità", il suo essersi affermato "come vero abruzzese" in una terra lontana è il capo delegazione Primo Bottagisi, mentre a ripercorrere la vita del 45enne è lo zio Gianni Miccoli, con cui Malatesta è cresciuto, restando "caparbio", attendendo quella svolta della laurea "che nessuno si aspettava". Poi l'amico di sempre Roberto Catellani: «La certa convinzione è che tu, come il padre tuo, godrai del paradiso», gli scrive in una lettera. Malatesta lascia la mamma Reseda, la sorella Maria Angela, il figlio Enrico, la compagna Clara, tutti i parenti e i cugini Felice, Floriano, Marilde, Valentino, Fausto, Redlily, Frank, Marco, Veronique, Sandro, Luca, Fabio, Gianluca, Valentina, Roberto, Elena, Massimo, Vanessa, Chiara, Serena, Andrea e Francesca con le loro famiglie.(e.r.)