In casa coltelli, tirapugni e scacciacani: dieci giovani indagati, uno ha 14 anni

29 Luglio 2023

Scatta il blitz dei carabinieri per gli scontri allo stadio in cui rimasero feriti due militari dopo il lancio di pietre e bastoni I violenti incastrati dalle immagini pubblicate sui social network e dal contenuto dei cellulari già sequestrati a 3 complici

CHIETI. C’è chi, a 13 anni appena, non ha esitato a lanciare pietre, bottiglie e bastoni contro i carabinieri pur di arrivare allo scontro con i tifosi avversari. È inquietante lo spaccato che emerge dall’ultima inchiesta sugli scontri – avvenuti il 6 marzo 2022 – all’esterno dello stadio Valle Anzuca di Francavilla al Mare, con due militari rimasti feriti e finiti all’ospedale e alcune automobili danneggiate. Ieri mattina, i carabinieri del comando provinciale di Chieti hanno perquisito dieci ultrà del Francavilla calcio 1927, all’epoca dei fatti tutti minorenni: il più piccolo ha nel frattempo compiuto 14 anni, mentre un paio sono diventati diciannovenni. Sono indagati per resistenza a pubblico ufficiale aggravata, danneggiamento, getto pericoloso di cose e porto di armi e oggetti atti a offendere. Li hanno incastrati le immagini pubblicate sui social network e il materiale trovato nei cellulari di tre complici, già identificati quasi nell’immediatezza dell’aggressione e per i quali è stato di recente chiesto il rinvio a giudizio.
IL BLITZ
Il provvedimento, firmato dal procuratore per i minorenni dell’Aquila David Mancini, è scaturito dalle indagini portate avanti dagli investigatori del Reparto operativo teatino, al comando del tenente colonnello Pietro D’Imperio. E nel corso del blitz scattato all’alba, all’interno delle case di Francavilla e Pescara di alcuni indagati, i carabinieri hanno trovato e sequestrato una pistola scacciacani con relativi colpi, due tirapugni, quattro coltelli, bastoni telescopici, catene, fionde, aste per bandiere, passamontagna e adesivi inneggianti all’odio sportivo. Il sospetto è che questi strumenti siano stati utilizzati per altre azioni violente, considerando che alcuni degli indagati – nonostante la giovanissima età – sono già finiti nei guai nel recente passato per episodi di bullismo legati al fenomeno delle baby gang. L’AGGRESSIONE
Il giorno degli incidenti – in base alla ricostruzione degli inquirenti – alcuni tifosi giallorossi, al termine della partita del campionato di Promozione che si è svolta al Valle Anzuca contro l’Union Fossacesia, sono usciti dall’impianto e si sono diretti in una zona interdetta del vicino antistadio, dove si era appena conclusa un’altra sfida: quella del torneo di Eccellenza tra il Villa 2015 e l’Avezzano. L’obiettivo degli esagitati era chiaro: affrontare gli ultrà marsicani. I carabinieri della compagnia di Chieti, impegnati nel servizio di ordine pubblico con 15 uomini, hanno sbarrato l’accesso ai sostenitori di casa e creato un cordone di contenimento. A quel punto, i teppisti hanno iniziato a lanciare pietre, bastoni e bottiglie. Lo scontro tra le due tifoserie è stato evitato, ma due carabinieri sono rimasti contusi e sono finiti all’ospedale Santissima Annunziata, dove i medici hanno certificato loro lesioni giudicate guaribili, rispettivamente, in 10 e 15 giorni.
LE INCHIESTE
La prima fase dell’inchiesta si è chiusa con la denuncia di quattro ultrà, di cui tre minorenni. I carabinieri hanno poi analizzato, anche con l’aiuto di un consulente informatico, il contenuto degli smartphone sequestrati. E sono emersi elementi che hanno inguaiato altri dieci giovanissimi. L’identificazione è stata possibile anche grazie ai filmati registrati dai militari durante gli scontri e al confronto con le immagini pubblicate dagli indagati sui social network nel corso degli ultimi mesi.
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