In cinque a processo per le due tonnellate di droga dall’Albania

Lanciano, l’operazione D-Day del 2017: gli arrestati dal gup In tre al rito abbreviato. Valore della marijuana: dieci milioni
LANCIANO. È approdata davanti al giudice per le udienze preliminari Giovanni Nappi la maxi operazione antidroga che aveva portato i carabinieri di Giulianova e Fossacesia, nell’aprile 2017, a sequestrare quasi due tonnellate di marijuana - valore di mercato di circa dieci milioni di euro - in un capannone a Fossacesia. Cinque gli imputati: tre sono stati ammessi al rito abbreviato, due andranno a processo al collegio.
IMPUTATI E ACCUSEA cinque anni dall’inchiesta D-Day che portò alla scoperta e al sequestro di uno dei più ingenti quantitativi di marijuana in Abruzzo - droga che arrivava dall’Albania su dei potenti gommoni - di fronte al giudice per le udienze preliminari ci sono: Antonio Paolini, 58 anni di Fossacesia; Luigi De Roma, 49 anni, barese e i brindisini Mario Barletta, 41 anni; Alessandro Zizzi, 30 anni, e Leonardo Galasso, 40 anni. Paolini, difeso dall’avvocato Marco Di Domenico e Barletta, rappresentato da Michele Fino andranno a processo dinanzi al collegio l’11 ottobre 2023, mentre De Roma, difeso dall’avvocato Matteo Carpi, Zizzi e Galasso rappresentati da Martino Cito hanno chiesto e ottenuto il rito abbreviato che si discuterà il 2 ottobre. Avvocati pronti a respingere e mitigare le accuse. «Cercheremo di chiarire questa incresciosa vicenda risalente al 2017 in cui, suo malgrado, si ritrovò coinvolto il mio assistito, ignaro a riguardo», dice l’avvocato Di Domenico riguardo a Paolini. Se da definire ci sono ruoli e posizioni che hanno coinvolto anche altre persone per le quali si procede, o si è proceduto, separatamente, l’accusa per tutti è la stessa: spaccio di droga con le aggravanti dell’ingente quantitativo, quasi 2 tonnellate, e del concorso nel reato di almeno cinque persone. Che in base alle indagini dei carabinieri ebbero ruoli diversi. Per l’accusa - in aula il pm Francesco Carusi - Paolini avrebbe fornito come base logistica l'abitazione di via Pedemontana, a Fossacesia, si sarebbe occupato della custodia del gommone al proprio rimessaggio sul lungomare e avrebbe procurato l’affitto del capannone di Colle Castagna dove si stoccava provvisoriamente lo stupefacente. Si sarebbe procurato i lucchetti per la chiusura della porta d'ingresso, il carrello elevatore per le operazioni di carico e scarico del magazzino e per tirare in secco il gommone. Galasso, De Roma, Zizzi e Barletta, invece, sarebbero stati gli addetti alle operazioni di carico e scarico dello stupefacente appena arrivava e del trasferimento dello stesso al magazzino di Fossacesia. E lo stupefacente in questione era diviso in 76 pacchi per un totale di 1.676 kg di marijuana purissima.
L’INCHIESTA D-DAYDroga trovata grazie ad un’indagine dei carabinieri del Nucleo operativo di Giulianova che stavano seguendo un 49enne originario della provincia di Brindisi, C.G. (per il quale si è proceduto separatamente) che seppur disoccupato, viaggiava su auto di lusso e alloggiava in hotel di lusso a Roseto che lasciava per recarsi a Fossacesia. Dai pedinamenti è scattato il blitz la notte dell’8 aprile 2017 quando C.G. entrò nel capannone di Fossacesia dove c’era un furgone carico di droga. Scoperto, si dette alla fuga ma i carabinieri di Giulianova e Fossacesia lo arrestarono. Dallo sviluppo delle indagini arrivarono gli altri provvedimenti, tra cui i 5 arrivati ieri dal gup.
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