In fila al Cup con il numero 339

Chiusi cinque sportelli su otto: i pazienti costretti a ore di attesa per prenotare visite ed esami
CHIETI. È successo ancora una volta: due ore di fila al Cup dell’ospedale Santissima Annunziata per prenotare una visita medica. Che poi in fila ci siano anziani e malati, già con il proprio carico di ansie e sofferenze, e che su otto sportelli presenti solo tre sono aperti, sono condizioni aggravanti.
A raccontare l’ennesimo episodio di “mala gestione” è Aldo Cerulli, responsabile di Cittadinanza attiva. «Questa volta ho vissuto sulla mia pelle quanto dico», esordisce Cerulli che inizia a snocciolare il suo racconto: «Alle 11,17 (di ieri, ndc) prendo il biglietto per la fila e leggo con sgomento la cifra 339! Signica che in quel momento avrei avuto “solo” 123 persone davanti a me. Il mio turno è arrivato dopo due ore, alle 13.15 ma dopo di me c’erano ancora 100 persone. Non so quali siano gli accordi che hanno stabilito che su otto sportelli ne debbano stare aperti solo tre, ma una cosa è certa: tutto questo è indecoroso! Nessuno della direzione generale si è degnato di verificare cosa stesse succedendo al Cup, certe situazioni non arrivano negli uffici».
Cerulli, sempre ieri, ha avuto un’altra esperienza riguardo alle prenotazioni però con esiti positivi. «Per altri motivi sono andato a radiologia dell’ospedale di Pescara, in tempi ragionevoli ho fatto prenotazione, visita e referto. Perché ciò non succede anche nella Asl di Lanciano-Chieti-Vasto? Forse in tutto ciò una qualche influenza è imputabile all’esternalizzazione dei servizi Asl che ha portato alla presenza, al Cup, di pochissimi dipendenti Asl a fronte di una più che elevata percentuale di personale derivante da un Ati (agenzia temporanea d’impresa) che ha vinto l’appalto? Oppure potrebbe essere imputabile al fatto che gli operatori ancora non riescono a conoscere bene il nuovo sistema operativo, comunque in uso da qualche anno? Certo è che», conclude il responsabile di Cittadinanza attiva, «vedere le cinque postazioni chiuse e le lunghe file di attesa non fa propendere verso una corretta gestione di tutto il sistema».
Va, intanto, verso la soluzione il caso dei due elettromiografi fuori uso da più di un mese dell'ambulatorio di neurologia del Santissima Annunziata, disservizio che ha costretto diversi pazienti a ripetere la prenotazione perché non è stato possibile trasferire le visite già prenotate perché gli altri centri ospedalieri già avevano le liste di attesa piene.
Va precisato che la telefonata alla ditta che ha eseguito la riparazione non è stata fatta da Mauro Massi, coordinatore del Tribunale del Malato, così come riportato erroneamente in un precedente articolo, ma direttamente dalla Asl.

