In lista per l’operazione: muore nell’attesa

Malore letale per un 62enne: doveva essere sottoposto a un nuovo intervento per una patologia vascolare
VASTO. È morto aspettando di essere operato. Una lista di attesa lunga, come ormai accade spesso a Vasto. S. M., 62 anni, di origine romena ma da anni residente in città, non ce l’ha fatta. Giovedì sera si è sentito male all’improvviso nella casa in cui abitata in via Pescara, a Vasto. Pronto l’intervento del 118. Rapido il trasporto in ospedale. Da via Pescara al San Pio ci sono pochi minuti. Tutto inutile. Vano il disperato tentativo dei medici del San Pio di salvarlo. L’uomo non ce l’ha fatta. La famiglia ora è disperata e stordita dal dolore. Increduli amici e parenti.
«La morte di quest’uomo», ha commentato l’avvocato Angela Pennetta, referente del comitato civico L’Arcobaleno, «è la dimostrazione che l’assistenza sanitaria per chi risiede a Vasto e nel Vastese va assolutamente migliorata. Non si può morire aspettando il proprio turno per essere operati. Non tutti hanno tempo e denaro per cercare soluzioni altrove. Questo paziente era a rischio perché era già stato operato una prima volta. Vasto non ha più strumenti diagnostici adeguati. Gli interventi chirurgici più delicati vengono dirottati in altri ospedali ma anche quelli ormai scoppiano. Chi rischia la vita non può essere messo in lista di attesa», tuona Angela Pennetta pronta a offrire la propria assistenza legale alla famiglia della vittima.
Il problema delle lunghe liste d’attesa è una piaga che lo stesso direttore generale della Asl, Thomas Schael, nel corso di una conferenza stampa tenuta qualche settimana fa proprio al San Pio al fianco dell’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, ha definito «una priorità da risolvere».
«Partiamo da tecnologie d’avanguardia», aveva detto Schael, «per un investimento sulla salute nel territorio ne non solo su Vasto. Combinando insieme risorse umane e attrezzature aggiornate possiamo raggiungere l’obiettivo della riduzione delle liste d’attesa. Ho assunto la guida di un’azienda con un parco tecnologico vecchio di almeno dieci anni», aveva chiarito Schael, «abbiamo necessità di aggiornare gli strumenti per dare agli abitanti di tutto il comprensorio l’assistenza che meritano di avere».
S. M. non ha avuto il tempo di aspettare. «Chiedo al direttore Schael», ha aggiunto l’avvocato Angela Pennetta che, con il Comitato Arcobaleno il 10 novembre farà un sit-in davanti al San Pio, «di accelerare il più possibile le operazioni di risistemazione del San Pio e della sanità del Vastese. Vanno modificati i criteri delle liste d'attesa. I malati di Vasto hanno diritto di vivere».
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