In ospedale mancano i primari: in servizio ora restano i decani

Caporrella e Leonzio al Renzetti, Ferrante ad Atessa ancora al lavoro nei reparti fino a 70 anni Il concorso c’è per Cardiologia (16 ammessi), bandi chiusi per Medicina d’urgenza e Chirurgia
LANCIANO. A lavoro fino ai 70 anni, e in un caso, anche oltre. È il destino di tre primari, due dell’ospedale Renzetti: Antonio Caporrella, responsabile dell’unità di Medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza e Luigi Leonzio, direttore della Cardiologia-Utic; e di uno dell’ospedale di Atessa: Antonio Ferrante, primario della Medicina che, pur potendo andare in pensione, restano in servizio. Una necessità vista la carenza di primari che c’è al Renzetti, dove mancano figure apicali a partire dalla direzione sanitaria di presidio, per passare alla chirurgia, neurologia, gastroenterologia, radiologia, odontostomatologia, anatomia patologica, laboratorio analisi, riabilitazione. Una necessità vista anche l’emergenza Covid, che per fortuna sta allentando la sua morsa.
I concorsi? Attesi da anni ci sono per la Cardiologia (ammessi 16 candidati), mentre per Medicina d’urgenza e per Chirurgia i bandi sono stati chiusi il 3 maggio scorso. A ratificare le richieste degli stessi medici di rimanere in servizio, è la delibera del 19 maggio scorso, fatta subito visto che Caporrella e Ferrante stavano per dire addio a pazienti, diagnosi, organizzazione di turni e budget. Ora, invece, Caporrella potrà restare nelle corsie del pronto soccorso fino “al completamento delle procedure per la nomina del nuovo direttore, o il termine dello stato di emergenza, o il compimento dei 70 anni”, ovvero al 3 luglio 2022. Ferrante resterà fino al 17 febbraio 2023. Ma, la permanenza in servizio di Leonzio per il consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S) non è molto chiara e infatti ha portato il “caso” all’attenzione della commissione di vigilanza della Regione. «Le leggi dicono che i dirigenti medici possono presentare domanda per il trattenimento in servizio anche oltre il limite del 40° anno di lavoro effettivo, comunque non oltre i 70 anni di età», spiega Taglieri, «e mentre rientrano in questi termini sia Caporrella che Ferrante, non ci siamo per Leonzio per il quale la Asl ha revocato la determina dirigenziale numero 333 del 4 marzo 2021 che lo poneva in quiescenza per il compimento del 70° anno di età, per tenerlo in servizio fino al 31 Luglio 2021. Tralasciando che c’è un bando di concorso per occupare il suo posto con una graduatoria di 16 ammessi, qui non è chiaro infatti come sia possibile che un dirigente apicale di una unità operativa complessa che secondo la delibera Asl 497/2020 sia in quiescenza da luglio 2020 o fino al compimento di 70 anni, possa presentare domanda di trattenimento in servizio il 18 gennaio 2021, presentare domanda di ferie il 26 febbraio con decorrenza dal 1° marzo al 30 giugno, ed essere trattenuto in servizio fino al 31 luglio, il tutto ben oltre il compimento del 70° anno di età (al 19 febbraio 2021), limite che pare valere per tutti, ma non per lui».
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