Incinta all’8° mese strattonata per strada

Lite tra due profughi in via Cardone. La donna trasportata dal 118 in ospedale. Indagini della polizia
VASTO. Litiga per una medicina. La discussione degenera e alla fine O.V., una 23enne nigeriana all’ottavo mese di gravidanza comincia ad urlare invocando aiuto. Soccorsa dagli operatori del 118 in via Quattrocchi, una traversa di via Cardone, è stata trasferita al San Pio. Sia lei che il bimbo che ha in grembo stanno bene. Sull’accaduto indaga la polizia.
Non è facile farsi raccontare la verità dal momento che i protagonisti del violento bisticcio sono entrambi profughi. La giovane donna è della Nigeria, il rivale del Camerum. Nessuno dei due parlava italiano. Almeno con la polizia accorsa sul posto per ricostruire i motivi della lite. Gli stessi medici hanno faticato non poco per comprendere il motivo dell’agitazione della donna.
«Abbiamo vissuto momenti di paura. Le urla della ragazza ci hanno fatto temere il peggio», racconta un vicino. «Urlava, piangeva e si teneva il ventre. Forse ha avuto paura di perdere il suo bambino», ipotizzano i vicini.
La richiesta di aiuto al 118 parlava di percosse. In realtà pare che O.V. sia stata solo strattonata. Tutto è cominciato per un farmaco che O.V. chiedeva e che avrebbe dovuto darle il camerunense. Non essendo riuscita ad avere ciò che chiedeva, la donna ha protestato. Le voci si sono alzate e l’uomo in preda all’ira l’avrebbe afferrata per le spalle e scossa.
Alla polizia non risulta che sia stata colpita, ma solo strattonata. Di sicuro il rivale ha fatto male ad O.V. che ha iniziato a piangere e a chiedere aiuto. Trasferita al San Pio con l’ambulanza del servizio di emergenza sanitaria 118, è stata visitata accuratamente dai medici che non hanno trovato nulla di anomalo. A parte la paura, la discussione non ha provocato altri problemi. La giovane è stata dimessa dopo le opportune verifiche.
La polizia, invece, sta indagando sulla dinamica per accertare come sono andate realmente le cose e come si è comportato il rivale di O.V. Per farlo ascolterà anche gli altri profughi ospitati nella stessa casa di accoglienza. (p.c.)
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