Ingiunzione da 7,5 milioni Altri 90 giorni per decidere

LANCIANO. La Sasi ha altri 90 giorni di tempo per provare a convincere l’Acea Energia di Roma a ritirare l’ingiunzione di pagamento e trovare un accordo per versare i 6 milioni di euro dovuti....
LANCIANO. La Sasi ha altri 90 giorni di tempo per provare a convincere l’Acea Energia di Roma a ritirare l’ingiunzione di pagamento e trovare un accordo per versare i 6 milioni di euro dovuti. Doveva esserci mercoledì l’esito dell’udienza relativa all’opposizione da parte della Sasi, all’ingiunzione di pagamento fatta dall’Acea, ma è stata “bloccata”. La società dell’energia di Roma ha chiesto alla società che gestisce il servizio idrico integrato l’immediato pagamento di 6 milioni di euro che, tra spese legali e interessi lievita fino a 7.500.000 euro. Soldi frutto di una sentenza con cui il Tribunale superiore delle acque pubbliche di Roma (Tsap)nel febbraio 2017 ha confermato la condanna della Sasi in primo grado, a pagare i danni all’Acea Energia, come risarcimento per l’illegittimo prelievo di acqua dal fiume Verde. Condanna arrivata alla Sasi anche se la vicenda giudiziaria nasce nel 1985, quando c’era la Cassa per il Mezzogiorno, colpevole di captare le acque dal Verde senza autorizzazione creando danni all’Acea perché diminuiva la capacità di produrre energia.
Diverse le cause che si sono trascinate fino alla sentenza del 2017. «Per ora abbiamo bloccato il decreto ingiuntivo», dice il presidente Sasi, Gianfranco Basterebbe, «di comune accordo abbiamo rinviato l’udienza di 90 giorni. Questo ci permette di dialogare e provare a trovare un accordo. Per ora non abbiamo parlato di soldi, delle eventuali rate o offerte della Sasi».
E l’incontro con i vertici Acea potrebbe esserci dopo l’assemblea dei sindaci Sasi, convocata per l’approvazione del bilancio che conta circa 4 milioni di euro accantonati per Acea e non i 7 milioni e mezzo richiesti. Per questo la rateizzazione del pagamento è fondamentale da ottenere entro i 90 giorni. Basterebbe alla vecchia dirigenza Acea aveva offerto una transazione di 4.200.000 euro, rifiutata. Alla nuova, alla quale non ha risposto, ha offerto di pagare 500mila euro annue fino al pronunciamento della Cassazione. (t.d.r.)
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