«Insicure e sovraffollate No alle classi-pollaio Itis»

Genitori e alunni protestano all’ex Provveditorato ma il dirigente non c’è Gli studenti: non abbiamo banchi a sufficienza, usiamo sgabelli al posto di sedie
CHIETI. Studenti e genitori di fronte al Provveditorato agli studi per dire no alle classi pollaio. Ieri mattina il folto gruppo di alunni dell'itis Luigi Di Savoia e diversi dei loro familiari hanno mantenuto la parola: si sono recati negli uffici preposti per avere spiegazioni sullo smembramento dell'ex sezione C informatica della scuola, con il conseguente accorpamento e smistamento dei ragazzi tra le sezioni A e B. In sole due aule si vanno così a concentrare 56 alunni, 26 nell'una e 30 nell'altra. E in una struttura scolastica cittadina con il peggiore indici di rischio sismico nella regione, pari a zero.
Alle ore 9 il gruppo di genitori e studenti è radunato davanti al Provveditorato. L’obiettivo era quello di poter parlare con il dottor Carlo Pisu, neo dirigente dell'ufficio scuola. Il quale, giovedì scorso, aveva già assicurato a madri e padri in protesta di dare loro chiarimenti sul caso dello smembramento della sezione C, che chi oggi si fa sentire dal Di Savoia vorrebbe ripristinata in toto proprio per scongiurare il pericolo di classi insicure e sovraffollate, contando anche la presenza di un disabile con sostegno nella A. Ma alla fine, il gruppo non è stato ricevuto da nessun dirigente: una volta saliti nell'ufficio del Provveditorato di fronte a via Nicolini e aver atteso invano per circa due ore, alunni e genitori sono dovuti andare via senza alcuna risposta definitiva sulla vicenda. L'unica cosa trapelata è che il dottor Pisu era a Pescara «e potevano raggiungerlo lì», ma «che domani (oggi ndc) dovrebbe esserci». È quanto avrebbe comunicato il collaboratore vicario Sandro Liberatore, mentre altri erano decisi più che mai a recarsi anche nella cittadina adriatica, se necessario. «Vi contatteranno domani mattina per prendere un appuntamento», avrebbero poi fatto sapere ad alcuni genitori gli addetti alla segreteria, dopo che in molti tra studenti e familiari – noi compresi – vengono allontanati da quell’ufficio impenetrabile. E c'è chi minaccia di chiamare i carabinieri: «Pretendiamo una risposta, in positivo o in negativo» dice una mamma di un alunno «Pisu ha detto che si sarebbe pronunciato: siamo qui per sollecitare. Entro il primo ottobre le assegnazioni delle cattedre saranno definitive. E non potremo più fare nulla per ripristinare la C». A commentare è lo studente di una delle sezioni coinvolte, Luca Berardi: «Nella A e nella B non ci sono sedie e banchi sufficienti, occupiamo le vie di fuga perché siamo troppi. Dovendoci appoggiare su sgabelli» sta di fatto che «il vicepreside ci ha detto che si sta lavorando per la nostra stessa causa». Continua lo studente James Battistoni: «La divisione delle classi - inutile - ha portato anche ad un taglio dei docenti. Ma le istituzioni restano in silenzio». Non finisce qui: «Nella nostra scuola l'intonaco cade dai muri, ci sono infiltrazioni e diverse finestre si reggono con lo scotch» aggiungono altri alunni. Poi sbotta un'altra madre, Tiziana Di Credico - tra le varie che hanno tentato di prendere contatti con il dottor Pisu, ma senza esiti: «Vogliamo risposte immediate. Saremo qui anche domani (oggi)».
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