Intossicata in casa dalla stufa, la 16enne è in terapia intensiva

La ragazzina soccorsa dal 118 e dai carabinieri resta ricoverata all’ospedale Umberto I di Roma I medici: «Sta reagendo bene alle cure». Il sindaco Di Fonso: «Non vediamo l’ora di riabbracciarla»
TORINO DI SANGRO. Tutta Torino di Sangro aspetta con ansia il ritorno da Roma della studentessa di 16 anni intossicata domenica dalle esalazioni di monossido di carbonio sprigionate da un rudimentale fornello a carbone acceso dalla giovane nella dependance di famiglia. La ragazza, dopo un primo ricovero a Chieti, domenica sera è stata ricoverata al policlinico Umberto I di Roma.
Dopo un passaggio nella camera iperbarica, la giovane paziente è stata trasferita in terapia intensiva. È probabile debba restare nel reparto altre 24 ore. Domani la ragazza sarà visitata e i medici decideranno il da farsi. A quanto è dato sapere, la giovane paziente sta reagendo bene alle cure. Accanto a lei c’è il papà, mentre la mamma è rimasta a Torino di Sangro con le altre due figlie.
«La loro è una splendida famiglia. Sono molto uniti», dice il sindaco di Torino di Sangro, Nino Di Fonso. Probabilmente anche per questo la prolungata assenza da casa domenica mattina della studentessa è stata subito notata. Non era mai successo che la giovane saltasse la colazione e la messa domenicale. Grazie all’allarme lanciato dai genitori, la ragazza è stata ritrovata poco dopo mezzogiorno dai carabinieri. La sedicenne era in uno stato soporifero, ma era viva. È subito scattata la macchina dei soccorsi. L’adolescente è stata trasferita in elisoccorso dal 118 all’ospedale clinicizzato di Chieti.
In serata, al termine di lunghe analisi, i medici hanno disposto il trasferimento della paziente in ambulanza alla camera iperbarica dell’ospedale Umberto I di Roma. «So che è in ottime mani», dice il sindaco Di Fonso. «Il padre le è accanto fisicamente, ma idealmente tutto il paese è con lei e la sua famiglia. Le auguriamo una rapida ripresa», dice il sindaco. Al cellulare del padre della sedicenne arrivano in queste ore decine di messaggi e lo stesso accade a casa. Amiche e amici, compagni di scuola, conoscenti che la vedevano correre sulla pista ciclabile che porta verso Fossacesia: tutti vogliono sapere come sta la ragazzina e farle gli auguri.
Certo, la paura è stata tanta. La ragazza ha rischiato moltissimo. Nel tentativo di scaldarsi, è rimasta intossicata dal monossido di carbonio. Se i carabinieri e la famiglia non l’avessero trovata subito, le conseguenze avrebbero potuto essere drammatiche.
«Colgo l’occasione per ringraziare anche la macchina dei soccorsi», conclude Di Fonso. «Sia i carabinieri che il 118 sono stati davvero eccezionali. Se presto rivedremo il sorriso della sedicenne».
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