«Io portato a curarsi con l’auto del Comune»

10 Agosto 2016

Sant’Eusanio. Invalido va alle medicazioni a spese del municipio. Poi si pente e denuncia il sindaco

SANT’EUSANIO DEL SANGRO. Il sindaco Raffaele Verratti e alcuni dipendenti comunali sono stati denunciati da Paolo De Titta, invalido civile: l’hanno accompagnato in luoghi di cura con mezzi dell’amministrazione comunale. È l'ultimo capitolo di una storia che vede protagonisti De Titta, le amministrazioni comunali di Sant’Eusanio, e altri enti.

«Da circa tre anni», spiega De Titta, «il sindaco mi ha messo a disposizione un’auto del Comune, con autista, per portarmi a fare alcune medicazioni a Villa Pini o alla Clinica Pietrangeli; complessivamente sarà stato accompagnato almeno 150 volte». Ogni uscita è protocollata dal Comune e gli autisti, di volta in volta, sono stati alcuni dipendenti. Qual è il problema, si dirà? A spiegarlo è lo stesso querelante. «Ho saputo, in seguito, che il sindaco non poteva fare ciò perché non solo distoglieva dal pubblico servizio un dipendente comunale, ma faceva fare la sospensione del servizio pubblico agli stessi. Il sindaco sapeva tutto, ma per tre anni ha permesso che mi accompagnassero ai centri di cura. Se io non avessi fatto la querela potevo essere chiamato in causa per complicità. Quel servizio lo avrebbe dovuto fare l’Adi o altri enti ma certo non il Comune». La vicenda sembra uscire da testo teatrale dell’assurdo. «Se avessi saputo che non si poteva fare» sostiene De Titta, «non avrei certo accettato quei passaggi con mezzi e personale comunali». De Titta non è nuovo a querele, scioperi della fame e della sete, sit-in davanti a diverse sedi comunali e ospedali. Da Sant’Eusanio, per i più svariati motivi, ha denunciato anche l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Silvio Berlusconi e Matteo Renzi.

«Ci siamo sempre dati da fare e abbiamo sempre contribuito, e in vari modi, all’esigenza di De Titta e non capiamo questa sua ultima iniziativa», afferma il sindaco Verratti. «Abbiamo portato De Titta a farsi medicare con i nostri mezzi perché soffre di una patologia che ha bisogno di cure continue pena le gravissime conseguenze. Anch’io, con la mia macchina, l’ho accompagnato un paio di volte. Dovevamo lasciarlo in piazza? Da diverso tempo ci siamo, comunque, attivati affinché De Titta ottenesse una serie di servizi che non competono al Comune. Si vede che questo è il ringraziamento che meritiamo. Non possiamo essere succubi di questo signore».

Matteo Del Nobile

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