Italia Nostra: fondi frane, Comune assente

Il presidente Vinciguerra: lo scorso anno spiegammo quali strade percorrere ma nulla è stato fatto
LANCIANO. Emergenza frane in città: Italia Nostra scrive al Comune per segnalare l’«inerzia» dell’amministrazione civica nel trovare soluzioni che diano risposte in tempi rapidi. Nei giorni scorsi a Madonna del Carmine due famiglie sono stata allontanate dalla loro abitazione lesionata dal movimento di una frana. Le famiglie, su iniziativa dell’amministrazione comunale, hanno trovato accoglienza temporanea in albergo
«La situazione è ormai gravissima», scrive il presidente di Italia Nostra, Pierluigi Vinciguerra, nella lettera aperta al Comune, «c’è una storia che da anni l’associazione che presiedo ha sollevato pubblicamente e in convegni specifici senza perforare le cotenne degli amministratori. In un convegno organizzato da noi sabato 17 maggio 2014 alla casa di conversazione nel corso della Settimana della cultura sul tema “La farfalla di pietra-il dissesto idrogeologico di Lanciano e al quale intervenne anche l’assessore ai lavori pubblici Antonio Di Naccio, alla presenza del professor Leandro D’Alessandro, per illustrare l’esperienza in Abruzzo per la tutela idrogeologica del territorio regionale e come agire per futuri finanziamenti, si fece presente la disponibilità di una legge statale per il finanziamento delle opere di consolidamento di tutte le aree a dissesto idrogeologico della città . Inspiegabilmente», continua Vinciguerra, «la proposta che nel convegno fece proprio D’Alessandro, è nel vuoto perché a detta degli amministratori comunali già erano state fatte richieste di finanziamento alla Regione. Nonostante le insistenze da parte di Italia Nostra e dei tecnici disinteressati, ogni sollecitazione non fu presa in considerazione, nonostante che ci si fosse preoccupati di elaborare uno schema di delibera per avere finanziamenti direttamente dal ministero. Il sindaco Mario Pupillo sul Centro del 14 gennaio scorso, segnalando le fratture del territorio e la precarietà di alcune abitazioni, chiede un incontro con la Regione per avere fondi per l’emergenza franosa. Insomma non c’è niente da fare, solo aspettare che passino questi ultimi anni perché Lanciano possa liberarsi dei Pupillo, dei Di Naccio, dei “Lo dico e lo faccio”, dei Donato Di Fonzo e compagnia bella, perché si ponga fine a questa agonia di una città».
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