Italvolley dagli alunni Festa alla d’Annunzio

LANCIANO. Inno di Mameli, un tappeto di bandierine tricolore, canti, applausi e sorrisi: così gli alunni dell’istituto comprensivo “d’Annunzio” hanno accolto la delegazione della Nazionale di...
LANCIANO. Inno di Mameli, un tappeto di bandierine tricolore, canti, applausi e sorrisi: così gli alunni dell’istituto comprensivo “d’Annunzio” hanno accolto la delegazione della Nazionale di pallavolo femminile formata dal ct Davide Mazzanti, dal dirigente federale Stefano Recine e dalle giocatrici Emma Graziani e Linda Nwakalor nella palestra della scuola. Presenti anche gli insegnanti, la dirigente Anna Di Nizio e l’assessore allo sport Danilo Ranieri. Tante la curiosità e le domande a Mazzanti e alle azzurre: dal come diventare campionesse e un ct vincente, al sacrificio da fare per poter giocare ad alti livelli. «Da bambino», ha detto Mazzanti, «avevo questa frase stampata in mente: “Campioni si nasce, non si diventa”. Io pensai che allora non ero stato baciato dal Signore e non sarei mai stato un campione. Invece poi ho capito che non c’era affermazione più sbagliata. Quando nasciamo abbiamo due caratteristiche: curiosità e determinazione e il campione è quello che riesce a mantenerle. Non è quello che non sbaglia mai o che ha la casa piena di trofei, ma quello che sa essere di esempio, un modello positivo per gli altri. Il bambino che eccelle è un esempio per gli altri per fare meglio».
Campioni si diventa hanno spiegato poi Graziani e Nwakalor che hanno raccontato l’emozione nel vestire la maglia della Nazionale, ma anche l'onore di farlo e i sacrifici, la costanza e la determinazione che servono per diventare “grandi”. «Una giornata bellissima ed emozionante per tutti», commenta la dirigente Di Nizio. «I bambini hanno posto molte domande sui sacrifici da fare per raggiungere obiettivi importanti a livello sportivo e l’insegnamento è arrivato dalle giocatrici che hanno detto che ci sono sacrifici da fare, ma che quando si è mossi da passione, che non è ambizione, questi passano in secondo piano». Dalle parole si è passati ai palleggi, selfie, autografi e ai doni dei bambini alla delegazione azzurra: un disegno con una frase guida di Sepulveda adatta a loro ma anche alle giocatrici: “Vola solo chi osa farlo”. (t.d.r.)
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