L’abbraccio del perdono a quasi 40 anni dal delitto

2 Agosto 2022

Il paese ricorda Nicola Patrizio, ammazzato nel 1983 dopo la rapina in farmacia L’incontro commovente tra la sorella della vittima e il fratello dell’assassino

FILETTO. C’è una data che unisce Claudia Patrizio a Roberto Battestini. L’11 marzo del 1983 è impresso nella vita di entrambi. Siamo a Filetto, il paese dell’entroterra del Chietino dove quel giorno è una ferita ancora da rimarginare.
L’omicidio di Nicola Patrizio, giovane commerciante di calzature, segnò l’apice dell’escalation criminale della famigerata banda Battestini che, a cavallo degli anni Settanta e Ottanta, mise a segno 114 rapine e due omicidi.
Per caso il commerciante si ritrovò nel punto e nell’attimo sbagliati davanti alla farmacia Libertini appena rapinata da quei banditi spietati. E Rolando Battestini, il capo che, molti anni dopo, morirà nel carcere di Campobasso, urtò, sempre per caso, quel passante. Fece altri quattro passi, si fermò, si voltò e lo uccise a sangue freddo. Ma quarant’anni dopo, a Filetto, si consuma una scena unica, commovente, che ridà speranza: Claudia, la sorella della vittima, e Roberto, il fratello dell’assassino, si ritrovano l’una davanti all’altro. Si guardano negli occhi, quelli di lei scrutano l’uomo che ha di fronte e che le tende la mano. È una frazione di secondo, come quell’attimo trascorso tra un urto casuale e un colpo di pistola.
Le due mani, di chi sconta ancora un dolore infinito e chi, invece, ha vissuto di sensi di colpa per un fratello assassino, si stringono. «Grazie, lei è una persona diversa. Apprezzo la sua presenza oggi qui, mi allevia il dolore», dice Claudia. E i due si abbracciano forte.
Non ci sono altre parole per descrivere questo momento di compassione assoluta che Filetto ha vissuto domenica sera in occasione dell’intitolazione a Nicola Patrizio di una targa nella piazzetta a lui già dedicata per volere del sindaco, Rocco Di Nanno, del suo vice, Vincenzo Abbonizio e di Luigi Libertini, il farmacista del paese che ora conduce l’attività del nonno rapinato in quel lontano 1983. Nella giornata della commemorazione tutto poi prosegue secondo il programma che, dopo la breve cerimonia preceduta dalla riconciliazione, prevedeva un dibattito nella piazza del Comune seguito dalla proiezione di immagini di Rai 3 Abruzzo, girate subito dopo la rapina con le interviste a caldo fatte dal compianto giornalista Lodovico Petrarca, e dal docufilm sulla banda Battestini andato in onda in autunno scorso su Sky History Channel.
Al dibattito, introdotto da Rolando Antonucci, che all’epoca girò le immagini del dopo rapina per Telemax, hanno preso parte, oltre al sindaco, al farmacista e a Roberto Battestini, che nella vita è disegnatore di fama, anche Antonio Plescia, autore del docufilm e il consigliere regionale Fabrizio Montepara. La lettura di un articolo, intitolato “Morire per caso” e dedicato alla difficile elaborazione del lutto quando questo è generato dalla fatalità, ha preceduto la maestra Francesca De Vincentiis che, a sua volta, ha letto la testimonianza del vigile urbano Nicola Vosolo al quale i banditi Rolando Battestini e il complice, Italo Ceci, morto ammazzato nel 2012 a Pescara, puntarono le pistole quel giorno nella farmacia Libertini. E a seguire, Tonino Vosolo, figlio del vigile urbano, ha cantato, accompagnandosi con la chitarra, una poesia dedicata a Patrizio e scritta da Carmine De Vincentiis. E ancora, altre due poesie, scritte in dialetto dall’insegnante Maria Grazia Capuzzi e da Cola Di Tullio, quest’ultima letta da Antonio Puracchio. Da troppo tempo Filetto aspettava questo giorno.