L’accusa di lei si ribalta il marito non è uno stalker
I giudici del riesame annullano il divieto all’uomo di avvicinarsi alla moglie «Era la donna a ingiuriarlo e picchiarlo, lo dimostrano certificati ed sms»
CHIETI. Il tribunale del riesame dell’Aquila dà ragione all’indagato e revoca l’ordinanza che il gip del tribunale di Chieti aveva applicato lo scorso 23 marzo nei suoi confronti, ordinandogli l’allontanamento dalla casa familiare. L’ordinanza del tribunale aquilano è del 12 aprile scorso ed è firmata dai giudici Ciro Riviezzo (presidente del collegio giudicante), Giuseppe Romano Gargarella e Guendalina Buccella (giudice relatore). L’atto getta nuova luce su un caso che sembrava da manuale, con lui (M.S. di Chieti) accusato dalla moglie di ingiurie, molestie, violenze (fisiche, morali e sessuali) e per questo finito al centro delle indagini della Procura. Ma i giudici del tribunale dell’Aquila iniziano a dubitare della “piena attendibilità della persona offesa”, ovvero della moglie che avrebbe dovuto essere vessata da anni di gravi maltrattamenti da parte del marito. Appare strano, infatti, che la donna, dopo anni appunto di vita d’inferno, decida di denunciare il coniuge solo dopo che lui, a dicembre 2015, ha presentato il ricorso per la separazione legale.
La denuncia della moglie, inoltre, arriva anche dopo le denunce del marito nei confronti di lei. L’uomo, sin dal giugno del 2015, e in diverse occasioni, ha chiamato personalmente le forze dell’ordine e ha denunciato all’autorità giudiziaria le condotte violente e aggressive della moglie nei suoi confronti.
Quanto all’attendibilità di entrambe le denunce, sia da parte di lei che da parte di lui, i giudici hanno sottolineato come tutte le denunce del marito siano state corredate da documentazione fotografica e sanitaria. «Al contrario», dicono, «dei numerosi episodi di violenza fisica denunciati dalla persona offesa». Per questi episodi viene rilevato invece che «non vi è alcuna certificazione medica, fatta eccezione per un recentissimo certificato del Pronto soccorso, che attesta la sola presenza di graffi». E poi C’è poi la questione degli sms che la coppia si è scambiata tra settembre e febbraio scorsi, che sembrano offrire un riscontro non già alla versione della donna, ma quella offerta dall’indagato, «risultando palesi non solo le ingiurie che la moglie rivolge al marito, ma anche l’atteggiamento arrogante e dominante della prima sul secondo». E dunque ecco che il caso da manuale sembra improvvisamente ribaltarsi con il “sesso debole” che appare non più così debole. (a.i.)

