L’acquedotto colabrodo disperde il 57% di acqua

Lo Studio De Vito presenta il progetto per eliminare gli sprechi alla Civitella Si punta sulla dismissione delle vasche d’accumulo dell’800 e su nuovi impianti
CHIETI. L’acqua è un bene prezioso che deve essere salvaguardato. Oltre alla educazione permanente rivolta a giovani e meno giovani sulla necessità di evitare sprechi, la tutela dell’«oro blu» passa anche attraverso l’ammodernamento delle reti idriche «colabrodo». Sabato scorso, al l'auditorium "Cianfarani" del museo "La Civitella", sono stati presentati i risultati della verifica sul funzionamento idraulico della rete acquedottistica di Chieti.
Lo studio, finanziato dal commissario delegato per l'emergenza del fiume Aterno-Pescara, l’ architetto Adriano Goio, è stato elabrato dallo Studio di progettazione De Vito. Sulla base dei risultati delle indagini condotte nell'ambito dello studio, si è riscontrato un valore di perdita idrica complessivo molto elevato, valutato in circa il 67% della risorsa nell'anno 2010 e in circa il 57% nell'anno successivo, il 2011.
Tra le criticità più gravi, è stata segnalata anche la precarietà degli impianti di accumulo della Civitella e la scarsa efficienza energetica dell'impianto di sollevamento Chieti Scalo-Chieti alta. La situazione riscontrata alla Civitella impone quindi un intervento urgente al fine di scongiurare, in un futuro molto prossimo, gravi disservizi nel centro storico.
Per prevenire l’emergenza acqua, è stata presentata un'ipotesi d'intervento integrata per dismettere le vasche ottocentesche riconvertendole a nuovi usi, adeguare il serbatoio realizzato negli anni '80 (senza incremento di volume) e costruire una nuova vasca atta ad assicurare le pressioni di esercizio necessarie nella parte alta della città. Alla luce del problema idrico e della sua necessaria risoluzione, è stato deciso di avviare un rapporto di collaborazione tra Comune e Soprintendenza nell’ottica di una progettazione complessa, mirata sia alla realizzazione delle nuove opere idrauliche sia alla tutela e valorizzazione dei beni architettonici che compongono il sistema idrico della Civitella. Presenti all’incontro oltre all'architetto Adriano Goio, l’ingegnere Luigi D'Alpaos, ordinario di Idrodinamica all'Università di Padova che ha coordinato il gruppo di lavoro dello Studio De Vito; la dottoressa Adele Campanelli soprintendente ai Beni archeologici delle province di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta; il dottor Fabrzio Magani, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell'Abruzzo; l'architetto Stefano De Vito, amministratore dello Studio De Vito che ha redatto lo studio.
A mediare l’incontro è stato il sindaco Umberto Di Primio mentre le conclusioni sono state affidate alsottosegretario all’Economia Giovanni Legnini.(y.f)
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