«L’adolescente vastese non ha stima di sé»
Indagine del Centro di salute mentale su 470 studenti: niente droghe ma livelli bassi di benessere
VASTO. Si percepisce libero da problematiche quali l’ansia, l’insoddisfazione, i conflitti personali o l’abuso di sostanze, ma manifesta livelli bassi di autostima e benessere. È l’immagine dell’adolescente che emerge da un’indagine conoscitiva effettuata nelle scuole superiori di Vasto, finalizzata a misurare il livello di adattamento e del più generale stato di benessere in adolescenza o la presenza di eventuali specifiche problematiche disadattive. La ricerca, promossa dal Centro di salute mentale di Vasto, è stata condotta attraverso la compilazione in anonimato di un questionario e ha coinvolto 470 studenti delle classi quarte di tutti gli istituti di istruzione superiore. I risultati emersi, restituiti ad ogni singolo istituto attraverso incontri tra operatori, insegnanti, alunni e genitori, hanno fornito una stima sufficientemente attendibile sia della diffusione e intensità di situazioni a rischio già al loro esordio dando pertanto modo di riflettere e di elaborare interventi per prevenirne l’evoluzione in problematiche più gravose sotto il profilo psicologico e sociale, sia sulla presenza e misura di una condizione di benessere e di autostima quale variabile protettiva fondamentale di fronte a situazioni potenzialmente a rischio.
«L’immagine che emerge dalla ricerca», riferiscono Giovanni Colonna, psicologo del Centro di salute mentale di Vasto, e Anna Nanni, operatrice-psicologa dell’annesso Centro di riabilitazione psicosociale che hanno curato la ricerca ed elaborato i dati, «è quella di un adolescente che, pur percependosi nel complesso delle aree indagate, come libero da problematiche disadattive, manifesta livelli significativamente più bassi di autostima e benessere. A fronte, infatti, di percentuali che vanno dal 74% al 97% di adolescenti che riferiscono assenza di problematiche importanti nelle aree indagate (insoddisfazione corporea, ansia, depressione, conflitti interpersonali, incertezza nel futuro, abuso di sostanze, problematiche familiari, rischio psicosociale), si evidenzia un numero significativamente inferiore di adolescenti (di poco sotto al 50%) che vive una condizione di reale benessere ed esprime un discreto livello di autostima. I risultati emersi dall’indagine, se da un lato ci confortano poiché la stragrande maggioranza dei giovani non riferisce di vivere condizioni di disagio, dall’altro evidenziano che l’assenza di disagio non coincide necessariamente con un vissuto di benessere ed autostima. Riteniamo, concludono i due psicologi, «che l’area dell’autostima sia quella da privilegiare per pianificare eventuali interventi in ambito scolastico. Interventi finalizzati non alla prevenzione del disagio, ma alla costruzione e al potenziamento di abilità utili per fronteggiare con atteggiamento critico, creativo e di autoefficacia le difficoltà che la vita inevitabilmente pone».
Anna Bontempo
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