«L’alunno ripetente può iscriversi altrove»

Fossacesia. Parla il preside sul caso del 13enne non ammesso alla prima media perché bocciato due volte
FOSSACESIA. Tenterà l’iscrizione in una delle scuole medie di Lanciano la madre del bambino residente a Fossacesia, rifiutato dall’istituto del suo paese perché il consiglio della sua classe ha adottato la normativa nazionale che impedisce a un alunno di frequentare per più di tre anni la stessa scuola e lo stesso istituto. Marco (nome di fantasia), 13 anni e bocciato due volte in prima media, era andato a scuola il 12 settembre scorso per il normale inizio di nuovo anno, ma non è stato fatto entrare. La madre, accompagnata dall’avvocato di Lanciano, Pietro Cotellessa e dai carabinieri allertati dallo stesso legale, non ha potuto far altro che constatare la decisione della scuola che le era stata comunicata soltanto il pomeriggio del giorno prima via telefono dall’istituto.
«Si tratta di una decisione presa sulla base del testo unico della scuola», ha commentato all’Ansa il preside del comprensivo, Mauro Scorrano, «di una norma abbastanza delicata e vigente, ma lo studente può iscriversi in altra scuola. Ripetere per tre anni è un fatto straordinario dovuto a gravi circostanze e con deroga motivata. Capisco che non tutti conoscono le norme». «Il riferimento normativo», replica l’avvocato Cotellessa, -«è costituito dal decreto legislativo 297 del 16 aprile 1994, che, all'articolo 182 (ripetenza), primo comma, così dispone: “Una stessa classe di scuola statale, pareggiata o legalmente riconosciuta, può essere frequentata soltanto per due anni, salvo nei casi in cui sia necessario completare il periodo di istruzione obbligatoria ai sensi dell’art. 112". Pertanto, se l’alunno in questione non è ancora prosciolto dall’obbligo scolastico (secondo la normativa ad oggi vigente l’obbligo è esteso fino ai 16 anni di età ndc), qualora respinto per la seconda volta, potrà (e dovrà) ripetere per la terza volta. Il decreto inoltre è applicabile solo alle scuole superiori e non alle medie».
Il ragazzo, secondo quanto riportato dal legale, non ha mai subito provvedimenti disciplinari. Probabilmente la sua grave carenza nelle materie scolastiche deriva da una difficile situazione familiare dato che i genitori sono separati e reduci da una burrascosa separazione legale e la madre, operaia, non può occuparsi a tempo pieno dei figli.
L’istanza di accesso ai documenti amministrativi della scuola chiesta dal legale è ora nelle mani della Procura di Lanciano. (d.d.l.)
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