L’artista dei presepi riceve il titolo di commendatore

Di Iorio premiato da Mattarella: «La mia è una vera passione» Da 37 anni le sue creazioni in canna segnano il Natale teatino
CHIETI. La passione di una vita riconosciuta e premiata con il titolo di commendatore della Repubblica italiana. Il maestro Giuseppe Di Iorio, celebre per le sue opere in canna, riceverà il riconoscimento nel corso di una cerimonia solenne prevista per il 15 novembre in prefettura, come gli ha comunicato il prefetto Mario Della Cioppa.
«Io a dire la verità», dice Di Iorio non nascondendo la sorpresa, «l’ho saputo dalla preside del liceo classico Paola Di Renzo che era stata a sua volta avvisata dal prefetto. Sapevo che per questo titolo c’era da anni una pratica aperta a Roma, ma ormai non ci pensavo più. Sono davvero onorato e felice». Settantanove anni, insegnante in pensione, sposato e padre di due figli, Di Iorio ha portato le sue opere in canna ben oltre i confini nazionali. «In Italia ho esposto un po’ dappertutto, ma ho fatto mostre anche all’estero», dice l’artista, «dalla Svizzera, alla Francia, all’America e a Chieti espongo nel periodo di Natale ininterrottamente dal 1985». Da 37 anni a Natale la città assiste alla sua mostra dei presepi in canna. Nei primi anni è stata organizzata nella chiesa di San Domenico. Poi è stata accolta nelle sale del liceo classico Vico grazie alla preside Di Renzo. Ed è stata proprio lei a comunicare al maestro Di Iorio la notizia dell’onorificenza dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, assegnata con decreto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Per me è motivo di grande soddisfazione ricevere il titolo nella mia città», continua Di Iorio, sottolineando di essere molto legato a Chieti dove ha anche insegnato all’istituto tecnico Luigi di Savoia.
A Chieti, oltre alla mostra natalizia, c’è anche l’esposizione pasquale con le opere dedicate ai simboli della Passione che sfilano nella Processione del Cristo morto. Due esposizioni che sono molto care a Di Iorio che, però, tra le tante mostre realizzate ricorda con particolare orgoglio quella di Greggio del 2006: «L’essere stato invitato a portare le mie opere all’inaugurazione del Museo del presepio di Greggio è qualcosa che mi rende molto orgoglioso», dice. «E pensare che tutto è iniziato quando ero bambino e andavo in campagna con i nonni, uno era pastore, uno contadino. Ecco sì, è proprio la passione di una vita».
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