L’epigrafe di padre Guglielmo diventa un caso nel convento

26 Ottobre 2021

GUARDIAGRELE. Potrebbe essere rimossa la grande epigrafe collocata appena lo scorso agosto all'interno del convento dei cappuccini e, più precisamente, su uno dei muri del corridoio del chiostro...

GUARDIAGRELE. Potrebbe essere rimossa la grande epigrafe collocata appena lo scorso agosto all'interno del convento dei cappuccini e, più precisamente, su uno dei muri del corridoio del chiostro francescano. Sembra infatti essere finito sotto accusa da parte delle autorità ecclesiastiche lo scritto riportato sulla lastra in pietra, con il quale il carismatico frate guardiese, padre Gugliemo Alimonti, stretto collaboratore di Padre Pio, ha voluto ricordare la meritevole opera svolta dai cappuccini nella cittadina, in oltre quattro secoli di presenza.
Ad essere particolarmente "incriminata" pare sia l'ultima frase, che esorta esplicitamente i cittadini a pregare per il ritorno dei Cappuccini. «Tutti i cittadini pregano», scrive infatti padre Guglielmo, in spe contra spem per il ritorno dei Cappuccini». Un invito quindi a pregare, come dice la locuzione latina, anche «sperando contro ogni speranza» per il ritorno dei frati che, come si ricorderà, hanno abbandonato per sempre il convento guardiese lo scorso 29 agosto, con il trasferimento in altra sede del parroco, padre Luca Di Panfilo, e del suo confratello padre Marcello Graziosi, che hanno lasciato la struttura religiosa nelle mani del nuovo parroco, padre Mario Agasantis, vicario provinciale dell'Ordine dei Camilliani. e del suo collaboratore padre Jean Baptiste Quedraogo.
Proprio la nuova presenza dei camilliani nel convento francescano, sembra sia stata all'origine della decisione della opportunità di rimuovere, o meglio di cancellare nella lapide, la frase finale di padre Guglielmo. In altre parole, quell'esortazione così accesa e decisa a sperare in un ritorno dei francescani, risulterebbe in un certo qual modo, “offensiva” nei confronti dei camilliani che, con entusiasmo. si sono presi l'onere di portare avanti la vita del convento e con essa tutte le diverse attività iniziate dai frati.
Oggi infatti, i padri camilliani, sembrano aver instaurato un ottimo rapporto con i parrocchiani, gli scout, i catechisti e i ragazzi della Gioventù francescana, entrando nel cuore di ognuno di essi, dove naturalmente, resterà però per sempre custodito anche il ricordo dei frati cappuccini che per ben 422 anni hanno svolto nella cittadina il loro apostolato a favore della comunità in mille modi, con tantissime opere di educazione e promozione sociale.
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