L’ex assessore punge la giunta Ma Ferrara frena le polemiche

Raimondi scrive sui social: «Le due deleghe sono in sospeso? Così si risparmia». Poi elimina il post Ginefra: quando era in carica poteva sfruttare meglio le sue capacità. Il sindaco: lavoriamo per la città
CHIETI. Sono terminate ieri mattina le consultazioni che il sindaco Diego Ferrara ha voluto per confrontarsi con partiti e liste civiche di centrosinistra sulle deleghe lasciate in sospeso in giunta. Ma, mentre l’esecutivo è al lavoro su trattative e accordi che possono permettere gli ormai quasi certi ingressi in giunta di Filippo di Giovanni e Alberta Giannini, c’è chi osserva da lontano i passi dei suoi ex colleghi. È Enrico Raimondi, già assessore alle Politiche della casa, a pungere la squadra con un post sul suo profilo Facebook domenica pomeriggio. Forse un consiglio, o forse una provocazione, all’esecutivo di centrosinistra che cerca di ricomporsi entro «la data del 6 gennaio», come ha dichiarato alcuni giorni fa lo stesso sindaco.
IL POST Il commento lasciato sui social dall’avvocato Raimondi è durato però poche ore perché poi è stato eliminato da lui stesso. Forse un pentimento o forse perché l’avvocato sembra aver attirato i malumori di alcuni della maggioranza che non hanno esitato a lasciare qualche commento, come la consigliera Barbara Di Roberto. «Non nominare due assessori», aveva scritto Raimondi nel post, «che in dissesto non servono, può garantire qualche asfalto in più e il tappeto rosso che arriva alla Trinità». Secondo l’ex assessore, che ha rimesso le deleghe nelle mani del sindaco lo scorso 16 ottobre, la giunta può quindi rimanere ferma a sette assessori, così da poter risparmiare e «garantire» alcuni servizi. Prima di tutto – secondo il post di Raimondi – la manutenzione delle strade, punto debole della città e su cui i cittadini ogni giorno lanciano appelli e solleciti al Comune. Poi il riferimento al lungo tappeto rosso allestito sul Corso per il Natale. «Penso che oggettivamente la giunta possa rimanere così», spiega l’ex assessore, «e determinare un risparmio».
REAZIONI IN COMUNEIl sindaco Ferrara al lavoro per ricomporre la giunta frena la polemica dell’avvocato teatino che, il giorno dopo le sue dimissioni, con rammarico diceva di aver perso «una delle menti più brillanti della squadra». «Tutti stiamo lavorando per la città», taglia corto Ferrara, «per governarla al meglio nel momento più difficile della sua storia». Sono toni più duri quelli del consigliere comunale Vincenzo Ginefra. «Se dice così vuol dire che poteva sfruttare meglio le sue capacità quando era assessore in giunta», attacca Ginefra, «in questo momento è meglio che sia più accorto con i commenti».
GLI STIPENDI Secondo Raimondi lasciare le due deleghe nelle mani del sindaco comporterebbe un risparmio all’ente. Ma esattamente di quanto? La legge di bilancio 2022 ritocca i compensi di sindaci e assessori, calibrandoli su quelli dei presidenti di Regione. Dati alla mano: l’indennità percepita dal primo cittadino nel 2023 è pari a 8.011,57 euro e dal prossimo anno passerà a 9.660 lorde. Proporzione simile per quella che spetta al vicesindaco: sono 6.008,68 euro quest’anno e 7.245 tra due anni. Anche l’indennità degli assessori e del presidente del consiglio è stata ritoccata: quest’anno sono 4.806,94 euro e dal prossimo saranno 5.796 euro. Quindi – stando agli effetti della legge di bilancio approvata dal governo Draghi – con due assessori in meno in giunta ci sarebbe un risparmio di circa 10mila euro al mese (lordo), per un totale di circa 120mila euro in un anno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

