L’ex rettorato sarà abbattuto: al suo posto piazza o anfiteatro

16 Aprile 2024

Il rettore Stuppia: «Scartata l’ipotesi di ricostruire sullo stesso sito, abbiamo altri spazi edificabili» La palazzina oggi è agibile solo parzialmente: i lavori programmati per l’estate del prossimo anno 

CHIETI. Il campus universitario di via dei Vestini è pronto a cambiare aspetto. Mentre nei pressi del grande parcheggio di via Pescara sta nascendo la nuova palazzina che sarà sede della segreteria studenti, sul lato di via dei Vestini sta per essere demolito uno degli edifici più vecchi dell’insediamento. Si tratta della grande struttura che ospitava l’ex rettorato universitario, che si trova accanto alla sede del nuovo rettorato a cui è collegato da una passerella. Lo stabile è da tempo agibile solo parzialmente.
«L’edificio ha problemi strutturali difficilmente sanabili», dice il rettore Liborio Stuppia, «al momento è agibile a carico ridotto. Si tratta di uno dei palazzi più vecchi: io ci ho addirittura studiato medicina. Abbiamo verificato tre strade: la ristrutturazione, l’abbattimento e la ricostruzione, oppure il solo abbattimento. Insieme al consiglio d’amministrazione ci siamo orientati per quest’ultima strada, ma ora dobbiamo verificare la piena fattibilità di questa ipotesi».
L’università ha appena emesso un avviso in cui cerca professionisti per il conferimento dell’incarico della progettazione esecutiva, del coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione e della direzione lavori per abbattere l’edificio. Sarà poi il successivo lavoro dei tecnici incaricati a sancire l’effettiva convenienza dell’attuale orientamento che prevede appunto il solo abbattimento.
«Abbiamo optato per questa strada», spiega il rettore, «perché sia la ristrutturazione che l’abbattimento e la ricostruzione avrebbero previsto anni di cantieri all’interno del campus universitario, con conseguenti disagi. L’abbattimento, invece, dovrebbe essere fattibile nell’arco di uno o due mesi. Abbiamo intenzione di farlo portare a termine d’estate, nello spazio di silenzio didattico. Potrebbe essere già questa estate ma, più verosimilmente, la prossima. Al suo posto potrebbe nascere uno spazio verde, oppure un piccolo anfiteatro o una piazza: comunque uno spazio da destinare agli studenti. La d’Annunzio ha a disposizione altri spazi per nuova edificazione che, al contrario di questo, non creino particolare intralcio alle attività didattiche».
L’ateneo ha destinato una cifra di 2.100.000 euro alle opere di demolizione. L’avviso per la ricerca di professionisti è stato pubblicato venerdì scorso sul sito dell’ateneo dal nuovo direttore generale della d’Annunzio, Paolo Esposito.
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