L’indagine di Cassino ferma ancora la Sevel Altri due turni di stop

Resta sotto sequestro l’impianto che fornisce le lamiere ad Atessa Guai sull’indotto: Isringhausen San Salvo chiede la cassa integrazione
ATESSA. E' ancora stallo produttivo alla Sevel, la più grande fabbrica d'Europa a realizzare furgoni commerciali leggeri per i marchi Fca, Peugeot e Citroen. L'inchiesta aperta a seguito di un incidente sul lavoro, costato la vita ad un operaio di 40 anni, nello stabilimento Fca di Cassino sta mettendo a dura prova lo stabilimento di Atessa che resta fermo anche domani al primo e secondo turno. Lo stop dura da venerdì e si è protratto alla giornata di ieri, primo sabato lavorativo in regime ordinario secondo il nuovo organigramma dei turni lavorativi, e a quella di oggi in cui era previsto un recupero produttivo. La Procura di Cassino ha iscritto nel registro delle ipotesi di reato i vertici della fabbrica di FCA e il capoturno che avrebbe dovuto vigilare sull'adozione delle norme per la prevenzione degli infortuni. Il magistrato titolare dell'indagine, il sostituto procuratore Valentina Maisto, sotto le direttive del procuratore capo, Luciano D'Emmanuele, ha disposto il sequestro della pressa di stampaggio, del carrello elevatore e di tutto il reparto. Sevel, il cui unico fornitore per lo stampaggio delle lamiere resta lo stabilimento di Cassino, ha dovuto quindi fermarsi. Uno stop che sta creando non pochi problemi al colosso dei furgoni commerciali nel suo periodo di massima produzione, che aveva comportato anche l'aumento dei turni da 15 a 17. Con Sevel si ferma anche l'indotto, lo stabilimento Isringhausen di San Salvo, che realizza l'ossatura dei sedili dei furgoni commerciali, è costretto al blocco produttivo, con richiesta di cassa integrazione ordinaria, come si legge nella richiesta da parte della direzione dello stabilimento, «dalle 14,15 di venerdì 11 ottobre fino alla totale ripresa dell'attività produttiva in Sevel e comunque per la durata prevedibile di cinque giorni». Il provvedimento interesserà fino ad un massimo di 66 dipendenti dello stabilimento di San Salvo. Ripercussioni anche in alcune fabbriche dell'indotto Sevel della Val di Sangro che spesso producono in "just in time" a seconda dei ritmi e delle esigenze della fabbrica di Atessa.
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