L’iter è iniziato già nel 2012 «Ora autorizzazioni decadute»

28 Marzo 2019

CHIETI. Il primo parere del Comitato regionale di valutazione di impatto ambientale arrivò nel 2012, con il giudizio favorevole numero 1.925 del 10 aprile di quell’anno. Ma, secondo la Regione,...

CHIETI. Il primo parere del Comitato regionale di valutazione di impatto ambientale arrivò nel 2012, con il giudizio favorevole numero 1.925 del 10 aprile di quell’anno. Ma, secondo la Regione, quella vecchia autorizzazione è ormai scaduta. Lo attesta lo stesso Via che il 12 giugno scorso conferma che il vecchio giudizio favorevole è «decaduto». Ma il Via non viene invitato alla conferenza di servizi sincrona di Cepagatti e così i lavori si concludono con la voltura delle autorizzazioni dal vecchio proprietario (la Sirecc) al nuovo (la Sile di Bergamo). Così i Comuni di Chieti e Cepagatti rilasciano i nuovi permessi a costruire e spuntano gli edifici di cemento in riva al fiume. Ma come mai la conferenza dei servizi non invita a farne parte anche il Via? La domanda non sfugge ai giudici del Tar, che infatti rilevano che proprio quell’assenza inficia i risultati della conferenza di servizi. «Non può difatti sostenersi», scrivono i giudici, «che i Comuni di Chieti e Cepagatti nel rivalutare la efficacia del titoli edilizi a suo tempo rilasciati potessero prescindere dall’apporto del Comitato regionale deputato per legge al rilascio del provvedimento di valutazione di impatto ambientale».