L’opposizione: costi lievitati per il palazzetto

Guardiagrele. I consiglieri alla giunta: il nostro progetto è da 2,5 milioni, il vostro con 700mila euro in più
GUARDIAGRELE. Palazzetto dello sport: i consiglieri comunali Marilena Primavera, Ambra Dell’Arciprete e Simone Dal Pozzo della lista “Guardiagrele il bene in comune”, tornano a parlare della struttura e ribattono alle dichiarazioni dell’assessore alle finanze Pierluigi Dell'Arciprete. «Le ultime affermazioni dell’assessore», sottolineano i consiglieri di minoranza, «confermano lo stato di confusione e totale contraddizione in cui si trova l’amministrazione comunale. È stato detto che il nostro progetto per la realizzazione dell'impianto sportivo non andava bene, ma è stato però approvato identico per partecipare, come noi abbiamo suggerito, al bando "”Sport e periferie”. Il centrodestra», continuano i consiglieri, «ha detto in ogni lingua che il nostro progetto era troppo costoso: 2,5 milioni di euro, e che la spesa andava ridotta, ora però l’assessore alle finanze, non dice che quello identico, riapprovato dalla giunta comunale guidata dal sindaco Donatello Di Prinzio, costa 700 mila euro in più, quindi 3,2 milioni, che è poi la cifra massima ottenibile con il bando. Dicono inoltre che le rate non sono sostenibili, ma la stessa delibera di febbraio che l’assessore cita nelle sue dichiarazioni, indica però anche come coprire la spesa, precisamente con la rinegoziazione dei vecchi mutui e il recupero di evasione ed elusione».
I consiglieri di minoranza, evidenziano poi che se i 2,5 milioni sono troppi e non si sa dove prendere i soldi per pagare le rate del mutuo già erogato, perché non si presenta allora il progetto così com’era, di 2,5 milioni, e si va a destinare l’eventuale finanziamento ad abbassare la somma da restituire, anziché lasciare intatta questa spesa e, quindi, identico il piano di rientro? I soldi già erogati dal Credito sportivo», precisano Primavera, Dell’Arciprete e Dal Pozzo, «sono in cassa da giugno. L’assessore Dell’Arciprete dice che oggi non c’è più nulla, perché si potevano usare per altri fini. Ma chi allora e quando li ha spesi, visto che il giorno dell’insediamento della nuova amministrazione comunale, abbiamo lasciato in cassa circa un milione e 800mila euro? È meglio utilizzare questi fondi o ricorrere all’anticipazione del tesoriere con l’obbligo di restituire anche con gli interessi?».
Primavera, Dell’Arciprete e Dal Pozzo, invitano quindi l’amministrazione comunale a non fare polemica e a lavorare invece sulle entrate. «Del resto», osservano i consiglieri, «non è scritto da nessuna parte che quei soldi non possono essere usati. L'assessore lo sa bene e, anziché dire le cose a metà, ben farebbe a programmare la spesa, proseguendo il nostro lavoro. Ecco», concludono i consiglieri, «tutte le contraddizioni e le mancate risposte della maggioranza. Ecco, il primo tradimento che hanno fatto ai loro elettori, che li avevano votati per eliminare un progetto e che oggi invece se lo vedono addirittura aumentato nei costi».
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