«La banca del sangue era un obbligo Nulla di eccezionale»
ORTONA. «Il Centro Regionale Sangue era già previsto nel Piano Operativo 2010 dell’allora presidente Gianni Chiodi sulla base di normative comunitarie, già programmato a livello nazionale e rientra...
ORTONA. «Il Centro Regionale Sangue era già previsto nel Piano Operativo 2010 dell’allora presidente Gianni Chiodi sulla base di normative comunitarie, già programmato a livello nazionale e rientra nei Lea e quindi doveva essere comunque attivato». I consiglieri comunali di Ortona, Leo Castiglione e Franco Musa, commentano così le parole dell'assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, il quale ha annunciato che l'ospedale ortonese ospiterà l'officina trasfusionale della Regione Abruzzo. Secondo i due consiglieri, l’officina del sangue è un obbligo nazionale ed europeo che deve essere realizzato per regione, non si tratterebbe quindi di nulla di eccezionale per i cittadini abruzzesi e per gli ortonesi in particolare. «Basta con le inaugurazioni elettorali di contenitori che poi si rivelano vuoti e non operativi, basta con gli annunci ingannevoli cercando di far passare che si chiudono reparti non sicuri per avere eccellenze quando invece la verità è sotto gli occhi di tutti. Si chiudono reparti sicuri, certificati in tal senso dai dati, lasciando ad Ortona le briciole», dicono Castiglione e Musa. «Agli ortonesi è chiaro che questo governo regionale sta togliendo alla città un reparto di eccellenza. Non si può ignorare un territorio così, non si possono ignorare le cinquemila firme contro la chiusura del punto nascite, né si può ignorare che negli anni la città è stata depauperata di altri reparti di eccellenza e che tutto è stato giustificato in nome di un progetto che prevedeva un presidio a tutela della salute della donna. Le dichiarazioni di Paolucci servono unicamente ad indorare la pillola agli ortonesi». (a.s.)

