La banda che assalta i bancomat aveva già tentato il colpo a Tollo

10 Dicembre 2019

I malviventi arrestati sabato notte finiscono nei guai anche per un furto sfumato due settimane fa I ladri incastrati dai vestiti e dalle immagini delle telecamere, l’inchiesta destinata ad allargarsi

TOLLO. Nuove accuse per la banda dei bancomat, fermata a Tollo prima di un assalto con l’esplosivo. Dalle indagini dei carabinieri è emerso che i quattro malviventi foggiani arrestati l’altra notte sono gli stessi che, poco più di due settimane fa, hanno provato a svaligiare lo sportello automatico delle Poste, sempre a Tollo: ad incastrarli sono stati i vestiti. Nei confronti dei componenti della gang, dunque, si profila anche il reato di tentato furto aggravato, che va ad aggiungersi all’accusa di «concorso in detenzione e porto illegale di materiale esplosivo» per la quale i banditi sono rinchiusi nel carcere di Madonna del Freddo da domenica mattina.
Ma l’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Chieti Marika Ponziani, non si ferma: il sospetto è che la gang sia autrice di altri colpi – e ce ne sono stati parecchi – avvenuti negli ultimi sei mesi in tutta la provincia. Fondamentali potrebbero risultare anche le analisi dei carabinieri del Ris: i profili genetici ricavati da alcuni oggetti sequestrati sui luoghi degli assalti verranno confrontati con il Dna dei quattro indagati. Antonio Gerardo Pezzano, 51 anni, Fabio Cetrulo (36), Ruggiero Barra (26) e Paolo Casamassima (31), il primo residente a Foggia e gli altri tre a Orta Nova, potranno fornire la loro versione dei fatti durante l’interrogatorio in programma nelle prossime ore.
La marmotta, l’ordigno rudimentale usato per distruggere i bancomat e arrivare alle banconote, era stato nascosto dai ladri fra la vegetazione della strada provinciale Miglianico-Tollo. L’ipotesi investigativa è che il quartetto sarebbe tornato sul posto per recuperare l’esplosivo dopo il furto di un’auto da utilizzare per il successivo assalto allo sportello automatico. Ma i carabinieri della stazione di Tollo, con la collaborazione del nucleo radiomobile di Ortona diritto dal maggiore Roberto Ragucci, sono riusciti a bloccare sul nascere il piano criminale. E ha trovato conferma l’ipotesi che Pezzano, Cetrulo, Barra e Casamassima fossero i responsabili anche del colpo sfumato alle Poste di Tollo una quindicina di giorni fa. Gli indizi decisivi sono arrivati dalla comparazione delle caratteristiche fisiche degli indagati e degli indumenti da loro indossati al momento dell’arresto con le immagini delle telecamere relative al tentato furto.
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