La banda del rame scatenata: rubati altri 5 chilometri di cavi

I malviventi in azione nella notte: il maxi colpo messo a segno al parco fotovoltaico di Dogliola Qualche giorno fa era rimasta al buio Fresagrandinaria dopo il danneggiamento di alcuni piloni
DOGLIOLA. La banda del rame è scatenata. Un nuovo maxi furto di “oro rosso” è stato messo a segno, nottetempo, a Dogliola: i malviventi si sono impossessati di ben cinque chilometri di cavi rubandoli dai tralicci di contrada Fondicelli collegati al parco fotovoltaico. È il colpo più consistente di rame compiuto nell’ultimo periodo nel territorio vastese: l’ipotesi è che a colpire sia sempre la stessa gang, composta da professionisti del crimine.
L’ULTIMO RAID
Anche stavolta ad accorgersi dell’episodio, che non ha creato problemi di interruzione elettrica nel paese di poco più di trecento abitanti, è stato il personale dell’Enel. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Vasto, che hanno eseguito un sopralluogo e avviato le indagini con l’obiettivo di individuare i ladri, gente che non si fa alcuno scrupolo a portare a termine il proprio piano criminale correndo anche il rischio concreto di rimanere folgorata.
FOTOVOLATAICO NEL MIRINO
Non è la prima volta che il parco fotovoltaico di Dogliola, inaugurato nel 2012, finisce nel mirino dei malviventi, così come è acceduto all’interno degli impianti dei paesi vicini, dove la gang – in alcuni casi – è fuggita anche con centinaia di pannelli, oltre che con tonnellate di cavi di rame.
LA LUNGA SCIA DI COLPI
Qualche giorno fa, i ladri hanno tagliato quasi un chilometro di rame da un traliccio di Colle San Giovanni, a Fresagrandinaria, provocando un black-out sulla linea elettrica pubblica di media tensione. Uno dei furti più rilevanti, sempre nel recente passato, è stato denunciato alla Puccioni, azienda che produce a Vasto concimi chimici: dallo stabilimento di Punta Penna sono sparite due tonnellate e mezzo di cavi che consentivano il funzionamento dell’impianto fotovoltaico e di quello elettrico. Qualche mese fa, invece, un chilometro di rame è stato rubato al depuratore delle acque industriali, gestito a Monteodorisio, in contrada Zingaria, dalla Sasi, la società abruzzese per il servizio idrico integrato. L’episodio più grave è avvenuto lo scorso novembre, quando un gruppo di malviventi a caccia di “oro rosso” ha avuto un conflitto a fuoco con una guardia giurata nella zona del parco eolico della Edison, a Monteferrante, piccolo paese dell’unione dei comuni montani del Sangro: in base alla testimonianza del vigilante, la cui auto è stata presa a sassate e speronata, sono stati esplosi venti colpi di pistola.
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