La Cantina Ortona chiede il concordato

14 Aprile 2021

Convocati i creditori per deliberare sull’approvazione della procedura, il maxi debito ammonta a quasi 7 milioni di euro

ORTONA . Cantina Ortona tenta la strada del concordato preventivo per far fronte alla crisi che ormai da anni la vede protagonista. Il Tribunale di Chieti ha ammesso alla procedura la società cooperativa: sono stati nominati il giudice delegato Nicola Valletta e il commissario giudiziale Valeria Giancola. Per deliberare sulla proposta i creditori sono stati convocati, da comunicazione ufficiale, per il giorno 17 maggio, ma sembra che ci sia stato un rinvio al 5 luglio. In sostanza la richiesta di ammissione al concordato preventivo dovrà essere votata e, pertanto, l’omologazione al momento appare tutt’altro che scontata.
Si apre così un nuovo capitolo delle difficoltà che una realtà importante come Cantina Ortona sta vivendo da tempo tra debiti e impossibilità a pagare i propri soci, circa 200, verso i quali sono state tentate nel recente passato soluzioni alternative per dare loro garanzie di futuro, come ad esempio la collaborazione sancita con cantina San Zefferino di Villa Caldari. Il piano della proposta di concordato preventivo prevede che questo sia in continuità, ossia che l’attività di vinificazione e stoccaggio prosegua per mano della stessa società ricorrente. L’orizzonte di durata del piano è fissato in sette anni, dal 2021 al 2027 e la proposta presentata è conservativa dell’intero complesso aziendale. In queste settimane stanno arrivando le lettere ai soci della cantina che comunicano loro la procedura.
«L’attivo a disposizione del ceto creditorio ammonta a complessivi 2.982.257,23 euro riveniente interamente dalla continuità nel periodo concordatario», si legge nell’avviso. «La proposta è corredata di un piano industriale che, contestualizzato in un sistema macroeconomico con specifico riferimento al settore commerciale, prospetta come realizzabili i risultati economici prospettati e consentirà di conseguire il riequilibrio finanziario dell’azienda». In pratica la gestione corrente aziendale, secondo quanto ipotizzato nella proposta, consentirà il pagamento dei costi della stessa gestione corrente e di quello dei debiti concordatari. «Il passivo concordatario», viene inoltre specificato «ammonta a complessivi 6.902.923,25 euro».
Come detto sono stati convocati i creditori e il concordato, viene confermato nella comunicazione, «sarà approvato se riporterà il voto favorevole dei creditori che rappresentino la maggioranza dei crediti ammessi al voto». Ancor prima della votazione, il commissario giudiziale esporrà i contenuti della relazione che verrà redatta e comunicata ai creditori in conformità a quanto disposto. Negli ultimi anni abbiamo raccontato delle difficoltà della cantina, dall’intervento anche delle istituzioni con un consiglio comunale sulla sua crisi, al maxi debito con Aziende agricole Cirulli di oltre 900mila euro, che ha portato al pignoramento di beni.
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