La chiesa chiusa da 9 anni riapre oggi per un giorno

31 Ottobre 2018

La prefettura non dà il via libera, ma Di Primio evita la beffa con un’ordinanza Si entra a gruppi di 50, vietato andare sotto la cupola lesionata dal terremoto

CHIETI. La chiesa di San Francesco al Corso riapre oggi, soltanto per un giorno, con un’ordinanza firmata all’ultimo minuto dal sindaco. Dopo un primo no della prefettura, Umberto Di Primio si gioca l’asso di un documento firmato dall’architetto Claudio Finarelli, funzionario del segretariato regionale del ministero per i beni e le attività culturali, e dispone la riapertura straordinaria della chiesa per il Trekking urbano. «La chiesa sarà aperta, l’ordinanza è pronta», dice Di Primio.
Oggi le 470 persone che si sono iscritte alla manifestazione voluta dal Comune potranno rientrare per la prima volta nella chiesa chiusa dal 2009 per i danni causati dal terremoto. L’accesso sarà consentito seguendo le misure di sicurezza ordinate da Finarelli: entreranno 50 persone alla volta, si potrà visitare solo la navata principale e non si potrà andare sotto la cupola.
La beffa è stata evitata ieri sera dopo una giornata caotica: la prefettura, proprietaria della chiesa, non ha dato l’autorizzazione per riaprirla in quanto la struttura resta inagibile e interdetta al pubblico a seguito dell’ordinanza firmata dall’ex sindaco Francesco Ricci 9 anni fa. Ma l’ultimo disperato tentativo di Di Primio è andato a buon fine: il sindaco ha messo sul tavolo il documento firmato dall’architetto Finarelli, che è anche il rup (responsabile unico procedimento) dei primi lavori eseguiti per il restauro della chiesa. «Considerato che questo segretariato ha eseguito e regolarmente concluso gli interventi di messa in sicurezza che hanno interessato la facciata principale e l’apparato decorativo della navata principale della chiesa di San Francesco», scrive Finarelli alla prefettura e al Comune, «valutato che tali aree possono essere visitate in condizioni di sicurezza, ritengo che possa essere autorizzata l’apertura della chiesa in occasione della manifestazione in oggetto. Tuttavia, l’accesso al monumento dovrà essere limitato a gruppi di visitatori nel numero massimo di 50 persone e dovrà essere rigorosamente inibito con transenne l’accesso al transetto e all’area sottostante la cupola, non interessata da interventi di tutela e di messa in sicurezza».
La ditta Ies-Fratelli Mammarella di Vacri ha riconsegnato il primo lotto, restaurando la facciata e la navata e mettendo in sicurezza gli affreschi. Ora restano gli interventi più difficili: il restauro della cupola, che è la parte più danneggiata dal sisma, e il rifacimento di tutte le coperture che hanno problemi di infiltrazioni. La gara d’appalto per il nuovo lotto di lavori dovrebbe essere indetta a gennaio. «Mi dispiace che la chiesa sia chiusa da troppi anni», dice Di Primio. «Sono contento, invece, che una parte dei lavori, quelli sulla facciata, sia finita grazie a una ditta importante e sinonimo di qualità ma ora auspico che ci sia una conclusione veloce».