La città si ferma per la Passione tra incenso, fiaccole e Miserere

Lanciano. Anche ieri sera il pienone per la processione del Cristo Morto con tutta l’Arciconfraternita Sguardi puntati sul Cireneo, confratello scalzo con la croce di 30 chili che non può mai poggiare a terra
LANCIANO. La pannarola e i fiocchi tenuti dai bambini. Gli angioletti e poi i simboli della Passione di Cristo come la colonna del flagello, la brocca e il catino di Pilato, il gallo, il sudario, la tunica coi dadi, i chiodi col martello, la lancia di Longino in spalla ai più grandi. Il Cireneo scalzo, la statua lignea del Cristo morto e le statue delle tre Marie. Incenso, fiaccole e miserere. Preghiere, riflessioni. La processione del Venerdì santo che vede tutta l’Arciconfraternita morte e orazione di San Filippo Neri sfilare - confratelli, consorelle e bambini - tra i vicoli del centro storico e il cuore della città, è tornata ad accogliere il suo bagno di folla.
Dalle 19 di ieri persone assiepate tra i vicoli per cercare angoli suggestivi del centro storico in attesa del lungo corteo, altri in attesa lungo corso Trento e Trieste dove la EcoLan è tornata a sistemare i tappeti acquistati lo scorso anno per evitare che la cera delle fiaccole creasse ulteriori danni alla già rovinata pavimentazione. Due strisce di moquette grigia poste dall'incrocio con via De Crecchio fino a quello della Salita delle Poste. Ma che si guardi la processione dal centro storico o da altri luoghi, gli sguardi delle persone sono tutti per il Cireneo, il confratello incappucciato e scalzo che trascina in spalla la croce in legno, che non può mai appoggiare a terra. Una croce con 150 anni di storia e dal peso di 30 chili che rappresenta un po' le croci che ognuno di noi incontra nella vita, ma che è allo stesso tempo un punto di rinascita. Poi c’è la statua del Cristo morto; i tradizionali fiocchi d'onore, oltre al sindaco Filippo Paolini quest’anno sono stati impugnati da persone di due associazioni che si occupano della violenza di genere. Statua del Cristo che nel sepolcro allestito a Santa Chiara è stata adagiata in uno scenario di guerra. Case dilaniate dalle bombe, valigie, ferro spinato, il peluche rosa di una bimba abbandonato, la cruda realtà rappresentata che si scontra sullo sfondo col desiderio di pace, rappresentato da una colomba. Altra statua ammirata quella ottocentesca della Madonna Addolorata custodita a Santa Lucia che dopo 80 anni è tornata in processione. Statua esposta ieri mattina durante il concerto alle 12 a Santa Chiara, delle voci bianche e dell’orchestra dell’istituto comprensivo “Mario Bosco”. (t.d.r.)
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