La crisi della Teateservizi blocca l’apertura del tunnel in centro

20 Marzo 2022

L’amministratore unico revocato non prende in carico il collegamento con il terminal bus atteso da 10 anni Scaduti anche i contratti dei dipendenti che avrebbero dovuto far funzionare gli ascensori: slitta l’avvio

CHIETI. Doveva aprire entro il mese di febbraio, ma siamo a fine marzo ed è ancora chiuso. E adesso per il tunnel del terminal bus arriva anche la crisi di Teateservizi a creare ulteriori problemi. Dopo gli innumerevoli ostacoli sul cammino del collegamento veloce tra il capolinea degli autobus extraurbani e il centro storico cittadino, adesso lo stallo della società pubblica a cui il Comune voleva affidare la gestione dell’infrastruttura incide non poco. I contratti a tempo con i sei addetti della Teateservizi, chiamati appositamente a gestire il tunnel e i due ascensori per largo Barbella, sono scaduti e non si sa se e come riattivarli, visto che è in dubbio la sopravvivenza stessa della società pubblica che si occupa di riscossione tributi, servizi cimiteriali e gestione dei parcheggi a pagamento. E dire che i sei addetti erano stati appositamente formati per svolgere questa mansione. I corsi di formazione erano appena finiti. L’amministratore uscente Massimo Marchetti, inoltre, essendo stato mandato via, nonostante ancora nelle sue funzioni, non ha voluto prendere in consegna l’impianto. Si sperava che con il nuovo corso della Teateservizi si potesse subito risolvere la situazione e invece l’inchiesta della procura che ha chiesto il fallimento della società ha aperto scenari e prospettive assolutamente non preventivati. Con la scala mobile ferma da quasi due anni e il tunnel ancora bloccato, accedere al centro storico è un’impresa.
«Quando abbiamo riattivato il cantiere del tunnel», dice l’assessore comunale ai lavori pubblici Stefano Rispoli, «per completare quest’opera attesa da dieci anni, sapevamo che non sarebbe stata una passeggiata. Sapevamo che, proprio perché inerte, il tunnel avrebbe avuto bisogno di cure speciali, oltre ai lavori di messa in sicurezza che non erano stati realizzati. La tecnologia nel frattempo è andata avanti e quella prevista per quest’opera andava aggiornata, doveva fare un passo lungo dieci anni per renderlo efficiente e sicuro».
Il tunnel fu pensato nel 2009 dall’amministrazione di centrosinistra del sindaco Francesco Ricci, che aveva come assessore ai lavori pubblici l’attuale presidente del consiglio comunale Luigi Febo: fu proprio Febo l’ideatore dell’opera, già all’inizio molto contestata dall’allora opposizione comunale che poi, con Umberto Di Primio, andò al governo della città per due mandati. I lavori per la realizzazione del collegamento veloce partirono nel 2010, ma subito si fermarono per problemi con la ditta appaltatrice, che poi finì in fallimento; nel 2017, un’altra ripartenza e poi un altro stop. «Recuperare tanti anni di stallo», continua Rispoli, «non si può fare in poco tempo e noi abbiamo dovuto fronteggiare anche tantissimi imprevisti e lungaggini che non dipendevano dalla nostra volontà di finire l’opera, ma dalla burocrazia, dal delicato equilibrio che c’è nel rapporto fra enti che devono certificare che una infrastruttura è pronta per poter accogliere il pubblico. A tutto questo», continua l’assessore, «si è sommata la particolare situazione di Teateservizi che è di fatto il gestore della galleria e che deve anche provvedere a formare il personale assunto allo scopo. Mentre ciò accadeva abbiamo cercato di ottimizzare tutti i tempi, per abbreviare la distanza dalla data di riconsegna alla città e far fare agli ascensori, sul funzionamento dei quali si concentra la nostra massima attenzione, il dovuto rodaggio. Essendo stati fermi per dieci anni gli ascensori continuano a dare dei piccoli problemi che stiamo ancora risolvendo e quindi, affinché si possa cominciare senza battute d'arresto e criticità, apriremo il tunnel a breve, ma non appena tutti gli aspetti sulla sicurezza saranno vagliati e i problemi risolti. Chiediamo alla città ancora un po’ di pazienza, ma proprio perché vogliamo assicurare un’opera che duri, evitando strutture destinate a rimanere ferme o, peggio, da rimuovere nonostante i fondi spesi, c’è bisogno di portare a termine tutte le attività di controllo e monitoraggio indispensabili a dare a Chieti un tunnel nato per uno scopo importante gap, quello dell'accessibilità».